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Tutto sulle Cooperative: come funzionano, costi e vantaggi

Pubblicato da Albatro su dicembre 29, 2009

Vi posto questo interessante articolo da Crisi TV, mi sono permesso di correggere qualche errore di battitura e di snellire l’impaginazione, spiega in modo semplice e dettagliato come funzionano le cooperative -argomento toccato molto tempo fa sul vecchio eatonite-.
Manca a mio avviso una informazione importante, cioè quanto può guadagnare il socio di una cooperativa, visto che gli utili non possono venire divisi, ma devono essere reinvestiti nella stessa. Nel caso interessasse, questa ed altre  informazioni potremmo richiederle nei link forniti dallo scrittore.
Resta tuttavia un documento molto utile, da tenere in memoria ed eventualmente consultare in futuro.

Cosa sono le cooperative ? Come si costituiscono ?….

Ciao a tutti,
Per le situazioni di crisi che non hanno sbocchi se non la liquidazione, si può aprire un’altra via d’uscita : aprire una cooperativa di lavoratori, con due condizioni:

La prima è che ci sia effettivamente possibilità di mercato e di vendere prodotti o servizi, altrimenti si fa un fiasco.

La seconda è che ci sia la possibilità effettiva di possedere i mezzi di produzione, altrimenti si finisce per fare surrettiziamente intermediazione di manodopera.

CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ CONTATTARMI AL 338-3593866, TASSELLI GIANNI.
Cordiali Saluti Comunisti, Tasselli Gianni, Resp. Naz.le Mov. Cooperativo
PRC-SE PACCHETTO ANTICRISI, COOPERATIVE 1.0

Premessa.

Tra il 2008 e il 2010 si vivrà la più profonda crisi economica dal 1929. L’Italia è un paese molto esposto, nonostante sia ancorato all’Euro, a causa della mancanza cronica di investimenti nella ricerca e nei settori industriali ad alto valore aggiunto. Per questo l’Italia rischia una crisi molto più profonda e duratura, e non semplicemente ciclica, quale quella che ha investito il Giappone negli ultimi 15 anni.

A fronte di un fenomeno di forte deindustrializzazione, guidato da una borghesia che ha il solo obiettivo della speculazione di breve periodo, occorre mettere in campo una politica costituita da buone prassi mutualistiche, che consentano di salvare POSTI DI LAVORO E SITI PRODUTTIVI. Per questo proponiamo di indirizzare tutti i lavoratori di aziende in crisi verso la trasformazione delle aziende a proprietà privata in società cooperative autogestite dai lavoratori.

COSA SONO LE COOPERATIVE ?

Le cooperative sono società a capitale variabile e con responsabilità limitata per i propri soci, finalizzate ad una impresa di tipo mutualistico per il soddisfacimento di un bisogno ( di lavoro, beni di consumo o servizi, di abitazione, sociali ), a prezzi migliori i quelli di mercato. Il principio guida è UNA TESTA UN VOTO, un principio democratico. L’utile è indivisibile, non si può distribuire, e va tutto reinvestito. Genera un patrimonio, definito di solidarietà INTERGENERAZIONALE, perchè la vita della cooperativa può continuare oltre l’eventuale uscita dei soci, con nuovi soci delle nuove generazioni. Giuridicamente è una società di diritto privato, quindi equiparabile a qualunque altra impresa.

PERCHE’ SCEGLIERE L’IMPRESA COOPERATIVA ?

La scelta cooperativa per i lavoratori può significare liberarsi da imprenditori speculatori, che come nel caso INNSE, distruggono l’attività produttiva, cancellando le prospettive di lavoro per i lavoratori nonostante l’azienda abbia clienti e commesse.

E’ una scelta che va ponderata perchè implica l’assumersi direttamente le responsabilità della gestione d’impresa.

E’ opportuno costituirsi in cooperativa solo se si disporrà dei mezzi di produzione e del mercato di sbocco, altrimenti senza queste condizioni si rischia di diventare strumento di subappalto di forza lavoro per altri.

COME SI COSTITUISCE ?

Per costituire una cooperativa è necessario :

riunire i lavoratori e discutere la proposta di costituzione e la quota sociale (nel caso di aziende con patrimoni rilevanti occorrono quote sociali medio-alte) ;

redigere l’atto costitutivo e lo statuto di fronte a un notaio;

richiedere il numero di codice fiscale e partita iva all’Agenzia delle Entrate;

depositare l’atto costitutivo e lo statuto presso la Camera di Commercio e formalizzare l’iscrizione al Registro delle imprese e all’Albo delle cooperative.

ESISTE UN NUMERO MINIMO DI SOCI O UN CAPITALE SOCIALE MINIMO ?

Il numero minimo di soci per costituire una cooperativa è di 3, mentre la quota minima di capitale sociale è pari a 25 Euro. La quota sociale va definita sulla base della dimensione dell’azienda e della quantità di soci che vi lavorano. Una cooperativa di utenti può avere una quota sociale bassa e avere tantissimi soci, mentre una cooperativa di lavoratori deve avere una quota medio-alta perchè normalmente i lavoratori sono pochi.

CHI PUO’ COSTITUIRE UNA COOPERATIVA ?

Tutte le persone fisiche che ritengano di avere un vantaggio, economico o non economico, in quanto utenti di un servizio o in quanto lavoratori, purchè in regola con il versamento della quota sociale. E’ possibile prevedere il recesso da socio per uscire dalla cooperativa.

CHI PUO’ AIUTARE LA NASCITA O LA CRESCITA DI UNA COOPERATIVA ?

Esiste un Fondo mutualistico nazionale, costituito per legge, che si chiama CoopFond.

Ha il compito di sostenere la nascita e lo sviluppo delle cooperative, attraverso prestiti agevolati, finalizzati a migliorare le attività delle cooperative.

QUALI SONO GLI ORGANI SOCIALI DI UNA COOPERATIVA?

L’Assemblea dei soci elegge un consiglio di amministrazione o un amministratore unico che gestisce l’impresa. Le forme di organizzazione devono essere decise dai soci.

COME SI AMMINISTRA UNA COOPERATIVA ?

Con le logiche del buon senso e in base alle norme di legge, ma soprattutto avendo presente che le attività dell’impresa cooperativa sono indirizzate al lungo periodo.

Inoltre si tratta di proprietà sociale, è impossibile dividere gli utili, che vanno totalmente reinvestiti per le attività della cooperativa. Il beneficio per i soci è il fattore mutualistico primario su cui basare le scelte amministrative.

CHI VIGILA SULLE COOPERATIVE ?

Le cooperative sono soggette alla vigilanza da parte del Ministero Attività Produttive, particolarmente in tema di mutualità.

LE COOPERATIVE SONO TASSATE ?

A fronte dell’impossibilità per i soci di distribuirsi gli utili, destinati a riserva indivisibile, questi ultimi non sono sottoposti a tassazione nella misura :

dell’intero utile per le cooperative sociali;

dell’80% dell’utile per le cooperative agricole e della pesca;

del 70% per tutte le altre cooperative, di qualunque tipo.

(Redatto da Tasselli Gianni), Reggio Emilia, agosto 2009

ALLEGATO

APRIRE UNA COOPERATIVA

Lo spirito della cooperativa è esaustivamente espresso dalla Costituzione Italiana che all’art.45 recita “la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.

La cooperativa è una forma d’impresa ottimale per i gruppi di persone che si uniscono con finalità che non prevedono unicamente la suddivisione degli utili, come nelle società. Quindi, aprire una cooperativa significa dare vita ad un’attività economica o imprenditoriale, in qualsiasi settore, che ha come base uno scopo mutualistico. Questa forma giuridica è finalizzata a favorire i propri soci garantendone sicurezza e vantaggi e, al tempo stesso, imprimendo all’impresa principi di solidarietà socialmente utili alla comunità. Inoltre, chi apre una cooperativa s’impegna a realizzare un bene anche a favore delle generazioni future.

Alla luce di tali scopi, questa forma giuridica di esercizio di un’attività è particolarmente incentivata dalla legge, godendo quindi di varie forme di finanziamento a livello nazionale e locale, oltre ad alcune agevolazioni fiscali.

Per costituire una cooperativa è indispensabile che i soci siano almeno 9, se ci sono sia persone fisiche che giuridiche, oppure il minimo è di 3 soci a condizione che la compagine sociale sia composta solo da persone fisiche (e tale condizione rimane fino ad un massimo di 8); inoltre in linea di massima le persone non devono esercitare, con una propria impresa, attività identiche o affini a quella della cooperativa.

E’ importante sottolineare che il capitale sociale di una cooperativa viene definito in considerazione del progetto e delle sue finalità. Tuttavia, la legge impone dei limiti che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di circa 75.000 per socio. In caso di rischio, il capitale sottoscritto è l’unico di cui rispondono i soci (a differenza delle società di persone in cui la responsabilità è illimitata); ci sono poi delle responsabilità specifiche degli Amministratori legate alla gestione dell’impresa.

Il profilo societario prevede una strutturazione incentrata sull’Assemblea dei Soci (organo sovrano), sul Consiglio di Amministrazione (in alcuni casi un amministratore unico), eletto dall’Assemblea, che si occupa della gestione ordinaria, ed eventualmente sul Collegio Sindacale (che diventa obbligatorio solo se si superano alcuni limiti dimensionali o di fatturato).

Infine, sulla base del tipo d’attività svolta, sono stati delineati vari tipi di cooperative, da quelle culturali, turistiche, sportive, alle cooperative di produzione e lavoro, alle cooperative sociali. Queste ultime godono di particolari agevolazioni fiscali.

Tipologie di cooperative

Cooperative agricole/pesca: sono incentrate prevalentemente sulla coltivazione della terra/pesca, ma si occupano anche di acquisti e servizi di raccolta, di conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli/ittici e di allevamento

Cooperative culturali, turistiche e sportive: organizzano, gestiscono e promuovono attività culturali, servizi turistici, impianti sportivi ed altre attività dedicate al tempo libero.

Cooperativa di consumo: è una cooperativa tra soci consumatori che sono utenti di un vantaggio mutualistico basato sul principio che comprare grandi quantità di beni di consumo riduce il prezzo per i soci acquirenti.

Ci sono grandi cooperative di consumo oppure piccoli spacci aziendali, in cui i lavoratori fanno acquisti collettivi.

Cooperativa di credito: E’ una cooperativa che funziona come una banca, i cui soci hanno il vantaggio di risparmiare nella gestione del credito e di avere vantaggi migliori nel risparmio.

Ci sono esperienze come banche etiche o costituite sul principio del microcredito.

Cooperative di produzione e lavoro: svolgono attività varie di produzione o di servizi ed in questo caso i soci sono, nel contempo, lavoratori e imprenditori. Ciò permette una certa autonomia lavorativa pur ricercando di garantire un posto di lavoro e un salario. Inoltre, le cooperative di produzione e lavoro godono di una detassazione riguardante IRPEG e IRAP;

Cooperativa di servizi: è una cooperativa che associa lavoratori per fornire servizi di vario tipo, come gestione mense, pulizie, trasporti, assicurazioni, vigilanza, ecc. Il vantaggio mutualistico sta nel lavorare insieme per dare servizi evoluti e complessi.

Cooperative sociali: oltre a ricercare occasioni di lavoro per i soci hanno un cosiddetto “scopo mutualistico esterno”, cioè hanno finalità solidaristiche nei confronti della collettività e del territorio in cui operano; svolgono la propria attività con gli Enti pubblici e/o privati nel campo dell’assistenza, dei servizi di supporto in ambito scolastico-educativo o di mediazione culturale, e comunque in tutte quelle attività dove gli utenti sono persone in stato di disagio e/o svantaggio, quali anziani, degenti, handicappati, persone con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, minori a rischio. In alternativa possono inserire al lavoro in attività varie persone in stato di svantaggio (certificato dai servizi sociali o sanitario-legali) che diversamente sarebbero escluse dal mercato del lavoro, in una percentuale minima stabilita dalla legge.

Le cooperative sociali possono avere nel loro interno soci volontari. E’ importante sottolineare che, per la natura della loro azione, le cooperative sociali godono di particolari agevolazioni fiscali e di un favorevole regime Iva (per alcune attività è possibile operare in regime di esenzione Iva).

Adempimenti costitutivi

I soci che intendono fondare una cooperativa devono, alla presenza di un notaio, redigere un atto costitutivo pubblico ed uno statuto sociale, il quale disciplina lo scopo, l’oggetto sociale ed il funzionamento della cooperativa. Per evitare ulteriori spese future di modifica dello statuto, è consigliabile, all’atto della costituzione, inserire eventuali attività che si potranno svolgere in futuro.

In base al progetto e alle finalità dell’impresa, si definisce il capitale sociale (che è anche la cifra della quale i soci rispondono).

L’atto costitutivo sarà depositato dal notaio presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia di appartenenza nei termini di legge; la società acquista personalità giuridica perfetta solo al momento dell’iscrizione in tale Registro: prima di questo momento si opera quindi a responsabilità illimitata.

E’ necessario richiedere l’attribuzione della Partita Iva all’ufficio locale competente dell’Agenzia delle Entrate, entro pochi giorni dalla costituzione in quanto è necessaria al notaio per iscrivere la società in Camera di Commercio; tale procedura è ormai solo per via telematica per cui bisogna avvalersi di un soggetto abilitato quale un Centro servizi di una centrale cooperativa o di uno studio di commercialisti.

La denuncia di avvio attività da presentare presso il REA (Repertorio per le notizie Economico-Amministrative) della Camera di Commercio deve avvenire entro 30 giorni dall’effettivo inizio dell’attività, a meno che l’attività che si intende svolgere richieda adempimenti od autorizzazioni particolari.

Ai fini contributivi, assistenziali e previdenziali, quindi ai fini INPS e INAIL, si deve procedere all’iscrizione della cooperativa e dei singoli soci che lavorano all’interno dell’impresa, avvalendosi di un centro servizi abilitato.

Costi

La spesa da sostenere per l’apertura dipende dall’onorario richiesto dal notaio ma, in linea di massima, tenendo conto dei costi di costituzione, di deposito e di iscrizione, si attesta attorno ai 2.000 Euro.

Pro

Le cooperative godono, di norma, di particolari agevolazioni fiscali e per alcune categorie ed attività di un favorevole regime Iva (talvolta è anche possibile operare in regime di esenzione Iva).

L’unico capitale di rischio è costituito dalla quota sociale.

Contro

Non si rilevano particolari svantaggi. I rapporti di forza all’interno della società non sono predefiniti ma si delineano nell’assemblea in maniera democratica, tenendo conto che i soci hanno un solo voto pro-capite.

Normativa

Codice Civile, Titolo VI “Delle imprese cooperative”, Capo I – Articoli 2511-2545 (dall’1/1/2004 la numerazione degli articoli ed il contenuto saranno modificati, entrando in vigore la Riforma del Diritto societario).

63 Risposte to “Tutto sulle Cooperative: come funzionano, costi e vantaggi”

  1. Francesca detto

    Ciao Irina ti ringrazio tantissimo per la tua risposta, posso dirti che si chiama scuola materna paritaria, cooperativa sociale..sai le scuole private..era a gestione famigliare..ora non sò i casini che hanno combinato..posso dirti che ero inquadrata con una certa mansione di 2 ore giornaliere e mansione diversa e lavoravo quasi 10 ore al gg.facendo piu mansioni.. e anche se c’erano socie io ero sempre sempre sola facendo il lavoro da sola..che quindi doveva comprendere anche loro.
    nonostante ciò dopo quello che ho subìto..non mi hanno voluto nè liquidare e nè dare lo stipendio..perchè quel determinato giorno, quando sono andata via, le mie condizioni di salute non potevano piu sopportare le ingiurie e le umiliazioni che ho subìto..dando le dimissioni per giusta..causa..
    non sò se ci hai capito qualcosa..fammi sapere..e grazie ancora per la tua risposta..di cuore!

  2. Albatro detto

    @francesca

    1. Le domande/obiezioni di Iryna sono calzanti, dovresti approfondire.

    2. Per quanto riguarda le vie legali: se l’avvocato lo metti tu, hai tutto da perdere; se ce lo mette un sindacato non perdi e non guadagni niente. Una causa di lavoro dura in media dai 5 ai 10 anni quindi se queste chiudono tra un anno recuperare qualcosa sarà davvero un problema.; rimarrebbero le spese legali, che se non le paga un sindacato le dovrai pagare tu. Forse potresti fare causa direttamente alle persone invece che alla cooperativa, ma qui la faccenda si complica e diventa materia forense…

  3. @ francesca:

    ho letto il tuo messaggio e per meglio comprendere, vista la tua esperienza di lavoro, ti faccio un paio di domande a cui spero vorrai rispondere.

    1) le cooperative sociali oggi devono avere MINIMO 9 soci. Come mai scrivi di una delle 2 socie?

    2) scopo delle cooperative sociali è mutualistico interno e quindi principalmente trovare lavoro per i propri soci. Come mai tu non eri socia della cooperativa?

    3) I dipendenti della cooperativa sono tutelati da contratto di lavoro nazionale. Ma cooperativa è di soci e non di amministratori. Se non viene rispettato contratto di lavoro, significa non rispettare se stessi. Sei sicura che fosse una cooperativa e non una agenzia di lavoro camuffata da cooperativa?

    Ciao
    Iryna

  4. Francesca detto

    ho una domanda..ho lavorato 3 anni c/o una cooperativa sociale..ho subìto un mobbing da parte di una delle due socie..io nn ero socia ma bensì loro dipendente, 10 ore al giorno e facendone quadrare sul contratto mansioni diverse da quelle di competenze e 2 ore giornaliere..giustamente retribuite…cm scritto busta paga :(
    ho saputo che l’ann prossimo chiuderà..
    questo mi crea svantaggi?visto che stiamo proseguendo per vie legali.?
    grazie.spero di ricevere risposta.

  5. Grazie per la risposta. Sentirò Legacoop.

    Volevo però comunicarti che abbiamo inserito nello Statuto la frase che segue e che dovrebbe differenziare il socio dal socio lavoratore.

    “Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci potranno instaurare con la cooperativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma, nelle diverse tipologie previste dalla legge, ovvero in qualsiasi altra forma consenta la legislazione italiana.
    Le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative dei soci sono disciplinate da un apposito regolamento approvato ai sensi dell’articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142″.

  6. Albatro detto

    @Iryna Dzingel

    Domanda complessa…io posso darti solo alcune impressioni personali, ma se hai contatti con Legacoop credo di certo siano più qualificati di me per una risposta esauriente e precisa, tuttavia:

    1. non credo che qualcuno possa essere socio fondatore di una cooperativa e non lavorarci, solo differenziare le sue mansioni; ma magari mi sbaglio, perchè questa parte non l’ho approfondita a dire il vero.

    2. a livello fiscale e previdenziale un socio risponde come un qualsiasi lavoratore dipendente: sulla sua busta paga devono comparire le detrazioni previste dalla legge; se ci sono degli errori o degli illeciti entra in gioco l’amministratore e/o commercialista.
    L’amministratore risponde anche dei beni della cooperativa e relativi pagamenti.
    Le quote versate entrano in gioco solo in caso di fallimento.

  7. Ho letto tutti i post e devo ringraziare perchè le risposte alle domande sono sempre esaurienti.

    Insieme con altre 8 donne cittadine ucraine residenti in Italia desideriamo costituire una cooperativa sociale di tipo A di badanti e colf. Siamo molte di più, ma desideriamo essere fondatrici solo 9. Abbiamo inoltre deciso che ci sarà un amministratore unico che ha già esperienza e che ha contatti con Legacoop e non un consiglio di amministrazione.

    La mia domanda è questa:
    le socie fondatrici, se NON lavorano per la cooperativa, dovranno risultare al’Agenzia delle Entrate ? agli effetti fiscali e previdenziali risulta solo l’Amministratore Unico ?
    Quello che a noi interessa è che risulti legalmente e fiscalmente solo l’Amministratore Unico. Noi abbiamo unica responsabilità per le quote versate.

    Grazie
    Iryna

  8. AlPe detto

    Michele, il poco lavoro è una costante comune per molti di noi. Ognuno secondo le proprie possibilità, dovrebbe impegnarsi contro la crisi in atto. AlPe

  9. michele detto

    sono socio di una cooperativa di produzione e lavoro da 6 anni ma ultimamente a causa della crisi lavoro poco. Cosa posso fare?
    mike

  10. Albatro detto

    @gaetano, non mi è molto chiara la tua situazione, perchè dal momento in cui tu stai già lavorando per una cooperativa, come minimo socio lavoratore lo dovresti essere già.

    Normalmente un socio lavoratore risponde solo per il capitale sociale impegnato (quota di iscrizione). Gli amministratori delegati hanno responsabilità specifiche legate alla gestione dell’impresa.

    Però attenzione! Ho scoperto di recente che esistono anche le cooperative a responsabilità illimitata, dove in caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa, rispondono anche i soci illimitatamente e solidalmente. Questa tipologia non è molto comune, comunque ti consiglio di informarti prima per evitare brutte sorprese.

    Per concludere ti consiglierei di porti una paio di domande prima di firmare qualsiasi cosa: perchè il presidente della cooperativa ci tiene tanto a farvi cambiare rapporto di lavoro? Che vantaggio ne trae? Ma soprattuto quale vantaggio ne traete voi?

  11. gaetano detto

    lavoro in una coperativa di pulizie è il presidente vuole che diventiamo soci anche noi come soci lavoratori a cosa andiamo incontro se la cooperativa fallisce o nno riesce a pagare i debiti grazie del tuo aiuto

  12. Albatro detto

    @massimiliano, sì ma con gli stessi vincoli di orario che competerebbero ad un lavoratore che faccia 2 lavori partime; cioè la somma delle ore lavorate durante l’arco settimanale non dovrebbe superare le 40 ore…

  13. massimiliano detto

    è possibile far parte di una coperativa agricola anche lavorando part-time

  14. Albatro detto

    @Antonella. Sì, puoi partecipare a concorsi pubblici. I prerequisiti sono sempre esposti sul bando. Di solito richiedono una certificazione iso e la garanzia che il servizio sia sempre e comunque garantito (es: se dovete coprire un servizio che richiede 2 0 3 figure, come fate se uno di voi si ammala oppure va in ferie? Sono domande che ho visto porre dalle amministrazioni).

  15. antonella detto

    salve mi chiamo antonella e vorrei aprire una cooperativa sociale insieme ad altreb 2 persone.volevo sapere se una cooperativa sociale piccola con solo 3 persone possa partecipare a ga
    re d’appalto e a bandi regionali? e qali sono i limiti di una cooperativa sociale con solo 3 persone?

  16. Albatro detto

    @Livia, buona domanda. Credo di sì in base a casi concreti che mi è capitato di constatare. Non ho però alcuna idea su come dovrebbe venir gestita la cosa a livello amministrativo. Comunque io mi rivolgerei ad una associazioni di categoria per avere dei dettagli precisi e fare le cose in regola, oppure ad un commercialista serio a cui, se volete gestire una cooperativa, prima o poi dovrete comunque rivolgervi.

  17. Livia detto

    Ciao Albatro…una domanda che può sembrare bizzarra…con altre persone/amici vorremmo aprire una cooperativa di servizi turistici, di cui essere noi gli unici soci lavoratori. Siccome nessuno di noi ha soldi da investire, e partiamo proprio da zero, possiamo nei primi tempi, fintantoché il lavoro non ingrani e si inizi a fatturare e guadagnare, evitare di pagarci? oppure siamo obbligati ad emettere busta paga e stipendiarci? grazie

  18. Albatro detto

    @Sally: tecnicamente non ne ho idea, ma a buon senso certe decisioni dovrebbero venir prese in assemblea con votazione dei soci (almeno quelli fondatori). Uno statuto sensato dovrebbe prevederlo.

  19. Sally detto

    Ciao a tutti… sono il vice presidente di una cooperativa di servizi. I poteri all’interno del consiglio di amministrazione sono di firma congiunta per le operazioni straordinarie e firma disgiunta per le operazioni ordinarie. In questo momento di crisi che ha colpito l’intero mercato, non me la sento di accendere un finanziamento per l’acquisto di un mezzo di un socio lavoratore. Di visione opposta è il presidente che vorrebbe mandare avanti questa operazione. Che possibilità ho di non bloccare questa scelta e allo stesso tempo di non assumermi la responsabilità di una operazione che non mi sento di portare avanti… data la figura e il ruolo che occupo? Grazie in anticipo per la risposta.

  20. Chickenfoot detto

    Mi unisco alla voce di AlPe, anche perchè, se non vado errato, dai tempi in cui è stato scritto l’articolo la normativa è stata in parte modificata…e, d’altro canto, Albatro ha più volte ribadito di non essere un esperto: che dite, gli crediamo?

  21. AlPe detto

    Cari amici, non mi sostituisco ad Albatro, però per certe domande specifiche, mi permetto di consigliarvi di rivolgervi direttamente alle associazioni di categoria, le quali sono professionalmente formate a dare tutte le risposte del caso.

  22. aldo detto

    il presidente della cooperativa può far fatturare una spesa a nome della cooperativa mettendoci i soldi in proprio?

  23. corrado di maria detto

    ciao albatro …come va…?volevo sapere ma in poche parole io che gestisco una cooperativa nel settore sanitario come ti ho spiegato che guadagni ho?e da dove li ho?

  24. Albatro detto

    Il minino mensile è garantito dal CCNL delle cooperative sociali, puoi trovarlo qui:
    http://www.google.it/#hl=it&sugexp=kjrmc&cp=25&gs_id=2n&xhr=t&q=contratto+nazionale+cooperative+sociali&pf=p&sclient=psy-ab&safe=off&source=hp&pbx=1&oq=contratto+nazionale+coope&aq=0&aqi=g4&aql=f&gs_sm=&gs_upl=&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=ad409600b37cf16f&biw=1143&bih=651

    che io sappia niente vieta di stabilire di retribuzioni più alte, ma non so i meccanismi, per questo ti ho consigliato di rivolgerti ad un commercialista o ad un patronato. Tieni conto che però dovrai avere a che fare con le gare di appalto e relative offerte di cooperative concorrenti…

  25. corradi detto

    o ok ma gli stipendi come si stabiliscono????vorrei qualcos sul lato economico….

  26. Albatro detto

    @corradi: lo statuto della cooperativa per legge deve essere visionabile a qualsiasi socio lo richieda. Su questo punto di solito fanno ostracismo, perchè i soci fondatori (sotto sotto padroncini) in genere a questa richiesta fiutano guai; comunque la legge è legge. Tuttavia in rete puoi trovare parecchi esempi, basta cercare, eccone alcuni:

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=cooperativa%20sociale%20statuto&source=web&cd=2&ved=0CDkQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.proiet.com%2FBase%2FAtti%2520Ufficiali%2FCOOP%2520SOCIALE%2520STATUTO.pdf&ei=ks6hTuntBcXKhAeorNnSBA&usg=AFQjCNHB9l3_JcdCJNGNDqt5S-TlAnnPLQ&sig2=cUsZna2jz_Md1iC6wcA2cQ&cad=rja

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=cooperativa%20sociale%20statuto&source=web&cd=1&ved=0CDEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.solcoroma.net%2Fbiblioteca%2Fcost_coop.PDF&ei=ks6hTuntBcXKhAeorNnSBA&usg=AFQjCNHZg92oWqJSq-5GUvIuZe6bRSaLRA&sig2=rdPrmo0MGYPvBWQv5AazEg&cad=rja

  27. corradi detto

    come faccio a vedere lo statuto della mia cooperativa http://opera-servizi.jimdo.com/ ???

  28. Albatro detto

    @enrico: eh….buona domanda. Di certo i termini contrattuali cambieranno. Di sicuro dovrai pagare una quota sociale che di solito si aggira attorno ai 50 euro (il che non è poi chissà che perche li devi versare una volta sola e basta). Poi bisogna vedere a quale contratto nazionale di categoria fa riferimento la tua tipologia di cooperativa: quello è il minimo che ti devono garantire.

    Poi dovresti vedere che cosa prevede per i soci lavoratori lo statuto della cooperativa, che può avere un discreto margine di opzioni.

    Per ultimo ci sarebbero le solite varianti di reinserimento, tipo con quale livello di fanno rientrare.

    Di solito, visto alcune esperienze testimoniatemi in questi casi, non vanno ad intaccare la mensilità netta per evitare rimostranze e shock da impatto, però ti potrebbero fregare su cose tipo tfr, tredicesima, ferie ed intennità di categoria.

    Prima di firmare fatti spiegare bene tutto da un rappresentante sindacale, giusto per sapere a che cosa vai incontro. Comunque una idea già ce la dovresti avere: come si è comportata l’azienda con te sino adesso? Sono stati corretti o truffaldini? Il pero non cade mai lontano dall’albero…

  29. Albatro detto

    @corradi: non saprei cosa dirti di più di quanto viene detto sull’articolo e relativi commenti che contengono l’essenziale, strutturazione, notaio, statuto etc. L’unica cosa che forse potrei suggerirti è di procurati uno statuto di qualche cooperativa del settore ed usarlo come spunto per redigerne uno tuo e poi chiedere un appuntamento ad un commercialista serio e competente nel settore che ti possa dare qualche dritta di carattere ammninistrativo; anche i patronati sindacali di solito hanno in sede almeno un impiegato esperto nel settore cooperative e quindi possono entrare in merito a nozioni più dettagliate.
    ciao

  30. corradi detto

    ciao sono corrado un infermiere ..io lavoro con http://opera-servizi.jimdo.com/ da febbraio….si occupano di fornire personale nelle strutture private tipo c.t.a.,comunita, cliniche….ecc…assumendo dottori infermieri oss osa come compito di ausiliare e tecnici ,,,,ora avrei intenzione di aprirla io una societa coop.soc. simile…..e vorrei sapere come fare…
    io vivo in sicilia e sono in contatto con la cooperativa tramite un tizio che pero non e il capo diciamo ma un delegato visto che la coop si trova legalmente a forli…insomma come devo muovermi per crearne una identica e operare magari inizialmente nella mia provincia????aiutami ti prego

  31. Enrico detto

    Salve vorrei porre un quesito sono stato assunto da una ditta come dipendente che nel frattempo è diventata cooperativa cosa mi comporta diventare socio?

  32. Enrico detto

    salve vorrei porre un quesito sono stato da una ditta come dipendente nel frattempo è diventata cooperativa cosa mi comporta a diventare socio?

  33. corradi detto

    ciao sono corrado un infermiere ..io lavoro con http://opera-servizi.jimdo.com/ da febbraio….si occupano di fornire personale nelle strutture private tipo c.t.a.,comunita, cliniche….ecc…assumendo dottori infermieri oss osa come compito di ausiliare e tecnici ,,,,ora avrei intenzione di aprirla io una societa coop.soc. simile…..e vorrei sapere come fare…
    io vivo in sicilia e sono in contatto con la cooperativa tramite un tizio che pero non e il capo diciamo ma un delegato visto che la coop si trova legalmente a forli…insomma come devo muovermi per crearne una identica e operare magari inizialmente nella mia provincia????aiutami ti prego

  34. Albatro detto

    @Guido beh per la paga mensile, che viene stabilita dallo statuto che deve rispettare almeno i minimi stabiliti dal contratto collettivo nazionale delle cooperative, almeno questo mi sembrava fosse chiaro…

  35. guido detto

    ciao io e alcune persone siamo interessati a formare una cooperativa
    ma se gli utili di legge vanno tutti rinvestiti
    noi con cosa mangiamo??
    per che cosa lavoriamo???

  36. Albatro detto

    @nino, beh innanzitutto non fate l’errore di considerarmi un esperto, l’ho detto e ripetuto più volte, sono uno che si è documentato un poco, che ha vissuto certe esperienze e che pensa con la sua testa, tutte cose buone, ma che possono non bastare, tanto è vero che più volte su faccende strettamente tecniche ho consigliato di rivolgersi ad un commercialista, una associazione di categoria o sindacato.

    Per quanto riguarda soci trattati come dipendenti, se non peggio, temo che in Italia sia più una prassi che un eccezione; casi come il tuo fanno parte sia del mio vissuto che di numerose altre realtà (vedi vari commenti più vecchi). Per questo io sin dall’inizio mi sono sempre dichiarato contrario a cooperative con un numero superiore ad una ventina di soci e TUTTI SOCI ALLA PARI. Tutti devono votare e tutti devono controllarsi a vicenda: in Italia è endemico, quando inizi a fare differenze tra soci lavoratori e soci fondatori, iniziano i casini e la cooperativa inizia a comportarsi come…. beh ci siamo capiti.

    Sono molto poche le realtà illuminate in questo settore (qualcuna ce n’è a dire il vero) il passa parola è uno strumento da considerare.

    Tredicesima e liquidazione possono non essere previste dallo statuto della cooperativa, io nel lontano 1995 non ne avevo. Tuttavia nel frattempo le leggi sono cambiate ed i contratti si sono diversificati, dovresti vedere a quale CCNL fai rifermento, se vai con delle buste paga da un qualsiasi sindacato queste cose te le dovrebbero saper dire.

    Per quanto riguarda il lavoro nero, specie dopo un fallimento, non può che essere illegale. Se denunciassi un fatto del genere in un paese come la Germania, gli farebbero di certo un .ulo così. Qua no. Ben che ti vada andrebbero in contro ad una causa che potrebbero prolungare per 10 anni o più e nel frattempo svendere tutto e trovarsi dei prestanome.

    A questo punto io ti consiglierei un approccio il più pragmatico possibile, con cui però molti idealisti o puristi potrebbero non essere d’accordo.

    Innanzitutto dovresti aver chiaro che cosa vuoi:
    1. Risarcimento, quindi soldi?
    2. Far valere un ideale di giustizia?
    3. Soddisfazione personale, quindi ‘vendetta’?

    Secondo me il punto 1. è irrealizzabile, il punto 2. molto improbabile, il punto 3. possibile, perchè anche se denunciandoli non li fermi, di certo qualche rogna e problemino al fegato glielo crei.

    Poi dovresti valutare quanto ti esponi e a che cosa vai incontro esponendoti. La realtà italiana varia di città in città. Per farla breve ci sono posti dove se denunci ben che ti vada, ti riempiono di botte, altri in cui ti fanno terra bruciata e non trovi lavoro, altri ancora in cui non ti fanno proprio niente . Se ho capito bene tu o la cooperativa siete di Taranto, anche se il tuo IP è di Roma. In entrambi i casi sono realtà che non conosco nel vivere quotidiano.

    Ti sconsiglio comunque di muoverti da solo. In una qualsiasi causa i testimoni contano.

    Quindi alla fine per me dovresti mettere su di una bilancia quello che puoi ottenere e quello che puoi rischiare, e valutare ciò che ti conviene fare. Cerca di difendere i tuoi interessi non le tue posizioni.

    Come esempio pratico io ho appena vinto una causa durata 10 anni, per ora non ho visto soldi, ma neanche ne ho persi perchè per le spese legali erano coperte dal sindacato. Mi sono fatto i miei conti e siccome non avevo niente da perdere sono partito all’attacco; se avessi dovuto pagare un avvocato di tasca mia, non l’avrei fatto…

  37. ninofiorentini detto

    vorrei avere qualche risposta da un’esperto come te.La coop.a r.l.dove lavoro io ci tratta come dipendenti e basta,non partecipiamo a nessun’assemblea,non abbiamo diritto nè alla tredicesima,nè alla liquidazione.Ora l’hanno messa in liquidazione a taranto,ma la cosa buffa è che sono stati licenziati e messi in mobilità 8 dei 35 dipendenti.Per di più quelli che sono rimasti sono quasi tutti stranieri,ma la cosa più strana è che pur essendo in liquidazione,xchè a detta di uno dei veri soci la soc.ha fallito,questi operai lavorano A NERO anche il sabato.Se una cooperativa fallisce,si ripercuote solo su alcuni?Secondo me c’è in giro qualche nuova legge come quella che lo stato dà soldi ad una nuova impresa A FONDO PERDUTO.Se faccio una segnalazione al ministero delle attività produttive,faccio bene?Se non c’è lavoro,non ce nè x nessuno e tantomeno il nero che ogni sabato pagano la media di 1700€ quindi più dello stipendio di un operaio.Se puoi darmi un consiglio te ne sarò grato.saluti e grazie nino

  38. Albatro detto

    @Lidia: replico un vecchio comento di Alpe dove ribadiva che “per avere una risposta esauriente, credo sia meglio rivolgersi ad un’associazione di categoria del mondo della cooperazione”. Tuttavia, in via ufficiosa, in base a quanto letto sull’articolo nell’ allegato ‘Aprire una cooperativa’ posso anticipare quanto scritto: “In caso di rischio, il capitale sottoscritto è l’unico di cui rispondono i soci”. I pratica si rimette solo la quota sociale. Resta inteso che in caso di fallimento, per esperienze vissute e testimoniate, eventuali stipendi arretrati ed ore non pagate possono considerarsi perse…

  39. lidia detto

    chi mi può aiutare ? facendo parte di una società coperativa con amministratore unico in caso di bancarotta o illecito di qualsiasi genere chi ne risponde e in quale misura?grazie

  40. caterina detto

    @albatro
    grazie!!

  41. Albatro detto

    @caterina
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cooperativa
    http://www.coopfond.it/it/Chi_siamo
    http://www.dossierazienda.it/fonti/t56.htm
    http://www.handylex.org/stato/l081191.shtml
    http://www.fondosviluppo.coop/_Legge59/Legge%2059.htm
    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01142l.htm
    http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/02220dl.htm
    http://www.confcooperative.it/
    http://www.legacoop.coop/
    http://www.agci.it/
    http://www.unci.org/
    http://www.unicoop.it/

  42. caterina detto

    salve, sono una laurenda in economia e commercio, sto eseguendo un indagine sule cooperative per la mia tesi, vorrei chiedervi quali sono i vantaggi e svanteggi fiscali e previdenziali??e dove posso trovare maggiori informazioni al riguardo; libri siti internet?
    grazie.

  43. Albatro detto

    Di esperienze negative in cooperativa ne ho avute anche io ed in più riprese le ho evidenziate in vari commenti sottostanti (es: in risposta a Cellula ed a Laura).

    Il mio pensiero è che non dovrebbero esserci soci lavoratori, ma solo fondatori che prendano tutte le decisioni assieme e che si controllino vicendevolmente.

    Per evitare il caos una cooperativa non dovrebbe avere più di una ventina di soci, nel caso di desiderasse prendere grossi lavori in appalto la soluzione sarebbe associarsi tempoiraneamente ad altre cooperative, ma assolutamente non fondersi.

    Per quanto riguarda su come aprire una cooperativa ed i costi di apertura rimando alla lettura dell’articolo sopra.

  44. pino detto

    sono socio di una coperativa di piccola pesca del mio paese da 15 anni ma le cose vanno sempre piu male.poi pagiamo 175 euro di contributi al mese.di stipendio uno come me sposato con due figli prende 1040. di assegno faamigliare scalando le 175 euro che pago di contributi e gli assegni dei miei due figli mi danno 70 euro al mese. vorrei fare una coperativa io e i miei 3 fratelli cosa fare e che spese ci sono da fare.salve al piu presto

  45. andrea detto

    Lavoro con la BLU coop.di Roma fino adesso non è stata una piacevole esperienza.Ne avrei di cose da raccontare.
    Ma che cooperazione?
    Sono 7 anni che sono “socio” (?) ha cambiato 3 volte nome,il “datore” di lavoro dal mio punto di vista è un impostore e una persona poco raccomandabile.
    Perche cambiare lavoro? Abbiamo segnalato alcuni problemi al sindacato.Straordinari che non rispettano le norme contrattuali…con un part time a 18h il mese scorso ho lavorato 160h..lo stipedio? 770e…
    saluti!!
    Andrea da Roma

  46. Anna detto

    salve, ex socia di coopagricola. Disastrosa esperienza perchè le irregolarità del presidente ancora in carica e la sua condotta, a distanza di 2 anni fatta, non ha prodotto nessun risultato…anzi io mi sono dovuta licenziare e lui mi ha esclusa da socio. ho fatto richiesta all’ass che ci tutela >AGCI, porta chiusa, fatto richiesta al Ministero Sviluppo economico di ispezione straordinaria…portone chiuso! che schiffo!!!! verbali falsificati, conti che nn tornano, assemblee fasulle e io come socia essendo in minoranza su 4 soci non ho avuto voce in capitolo…
    QUINDI DATA LA MIA ESPERIENZA SIATE ATTENTI CON CHI AVRETE A CHE FARE SE Nò E’ UNA LOTTA PERSA!

  47. AlPe detto

    @MANRENT servizi esclusivi, per avere una risposta esauriente, credo sia meglio rivolgersi ad un’associazione di categoria del mondo della cooperazione, sicuramente ti potranno dare ogni chiarimento.

  48. Buongiorno, in una coop di servizi come vengono stabiliti le “paghe/retribuzioni” mensili dei soci fondatori e dell’amministratore unico?
    Esiste un “tetto” massimo oppure è una libera scelta?
    L’Amministratore Unico percepisce una paga/retribuzione mensile più alta rispetto ai soci fondatori?
    Grazie per eventuale risposta.

  49. GIOVANNI detto

    Credo sia il caso determinare fin dall’inizio attività la percentuale di utili da reinvestire. Questo per evitare impegni di spesa che azzerino gli utili.

  50. Albatro detto

    Dunque:
    1. Il guadagno di un socio lavoratore dipende dallo statuto della cooperativa. Ci sono dei minimi imposti dalla legge. I lavoratori che io conosco hanno uno stipendio netto mensile che può variare dagli 800 ai 1000 euro mensili.
    2. La paga base viene stabilità dallo statuto, quindi varia da coop a coop, gli utili non dovrebbero venir divisi, ma reinvestiti nella cooperativa. Questo è il limite che le distingue da normali società di profitto.
    Di solito la paga viene stabilita ad ora, quindi meno ore fai meno guadagni. Non saprei se di anno in anno durante il bilancio si può decidere aumentare di un tot le paghe.
    3. Nella mia esperienza personale, i soci lavoratori prendono la paga di mese in mese.
    4. I costi di costituzione e gestione riguardano i soci fodatori, non i lavoratori. Ai lavoratori viene richiesta una quota associativa che di solito varia da 25 a 100 euro e che di solito viene trattenuta un po’ per volta dalla busta paga per il primo anno. Per le spese di costituzione di rimando alla lettura dell’articolo sopra, per quelle di gestione, l’ammontare può variare enormemente dal tipo di coop: affitti, materiali, dimensioni etc.
    ATTENZIONE:
    I casi reali di chi lavora per delle cooperative possono avere risvolti molto sgradevoli. Ci sono cooperative serie e cooperative meno serie, di solito una certa fama le precede es:
    1. Ci sono quelle che se non intascano non pagano. Quindi pur commettendo un illecito, pagano con ritardo, avolte anche di mesi, perchè tanto il socio di solito sta zitto e continua a lavorare
    2. Ci sono quelle che ti obbligano a fare straordinari che però non te li pagano, o ti pagano fuori busta a cifre irrisorie.
    3. Ci sono quelle che non distribuiscono equamente le ore di lavoro. Se non gli vai a genio per un motivo o per l’altro, ti tengono a casa con la scusa che non c’è lavoro, così essendo la paga oraria non ti pagano e aspettano che tu ceda e te ne vada.

    Un buon selettore è il colloquio iniziale, se ti dicono subito quanto puoi guadagnare, di solito sono seri, se invece su discorso soldi si tengono sul vago, non è un buon segnale…
    Ciao e buona fortuna

  51. Laura detto

    Quanto può guadagnare il socio di una cooperativa, se instaura un rapporto di lavoro come dipendente? Ho letto di paga base, maggiorazioni contrattuali ed in caso di incassi a fine anno maggiori rispetto a quelli già dati ai soci dipendenti, anche un integrazione di stipendio fino al 30% in più del salario corrisposto durante l’anno. La paga base viene stabilita in base ai CCNL oppure trattandosi di cooperativa è stabilita in base ai ricavi o utili? Ed un socio lavoratore dipendente di una cooperativa di nuova costituzione, potrà percepire uno stipendio da subito oppure deve aspettare che ci siano dei ricavi? E a quanto ammontano i costi di costituzione e in seguito quelli di gestione annuali? Devo prendere una decisione e vorrei essere sicura di sapere a cosa vado incontro.
    Saluti
    Laura

  52. Albatro detto

    @lara: direi proprio di sì. L’unico limite è che all’inizio i soci devono essere almeo 3. Una cosa che però mi viene in mente è che anche i soci fondatori dovrebbero versare un contributo Inps, se non mensile, annuo. Anche un’assicurazione dovrebbe essere obbligatoria. NB: ho usato i condizionali perchè come già detto in altri post non sono un commercialista, e quindi potrei non essere a conoscenza di particolari soluzioni per quanto riguarda contributi ed amministrazione, la burocrazia in italia è sempre complessa.
    Ciao

  53. lara detto

    Salve, mi chiamo Lara e stò cercando di aprire una coop. per servizi all’infanzia e alla famiglia. Volevo sapere se è possibile aprire una coop ed essere tutte socie e non socie lavoratrici per evitare, fino a che non arriva un pò di lavoro, il contributo inps personale?????
    Grazie

  54. Albatro detto

    @Consigliere: sì, può farlo. E’ già stato fatto, anche a Trieste (dove abito). Parecchie cooperative prestano personale anche a ditte in appalto. La cooperativa sociale Germano, per esempio, credo offra anche questo tipo di servizio; ti lascio un indirizzo nel caso voglia contattarli: email: info@coopgermano.it, http://www.noprofitfvg.org/associazioni/germano.html ; se vuoi chiedere qualche consiglio penso siano disposti a dare una mano.

  55. Consigliere detto

    Una cooperativa di tipo B può occuparsi del servizio di raccolta della nettezza urbana per un Comune, il quale potrebbe mettere a disposizione i mezzi di sua proprietà, occorrenti per lo svolgimento del servizio stesso ?
    Grazie !!!

  56. Albatro detto

    @Gilberto. Per gestire un centro di aggregazione giovanile è necessario del personale qualificato, quantomeno servono degli educatori con competenze minime. Tale personale può essere associato a personale non qualificato (vedi le scuole dell’infanzia dove assieme alle maaestre lavorano bidelle, cuoche ed assistenti all’infanzia).

    Normalmente questo tipo di servizio cade sotto le cooperative sociali di tipo A.

    Se hai usato propriamente la definizione di cooperativa sociale tipo B, quindi in sostanza vuoi fare gestire il centro di aggregazione giovanile a persone svantaggiate, credo possa essere un problema.

    La gestione di minori richiede personale autonomo sia fisicamente che psicologicamente. Quindi dipende sotto quale categoria cade lo svantaggio del socio, i riferimenti di legge li puoi trovare qui ( http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_8/11/1991_n%C2%B0_381 ).

    Per quanto concerne l’ambito di impiego, le cooperative di tipo B lasciano un margine molto vasto, i termini di legge parlano di “svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi” quindi dove leggi termini tipo “attività diverse” oppure “servizi” il margine di interpretazione è molto ampio, e di competenza politica o amministrativa.

    A mio avviso ci può stare comunque.

    Ti consiglio di chiedere un colloquio agli enti preposti, che nella fattispecie dovrebbero cadere sotto assessorato al lavoro.

    saluti e buona fortuna

  57. Gilberto detto

    vorrei sapere se aprendo una cooperativa sociale di tipo B si può gestire un centro di aggregazione giovanile per i bambini delle scuole primaria.
    Grazie porgo distinti sdaluti

  58. AlPe detto

    Mario, su questo post puoi trovare le risposte alle tue domande, comunque un conto è se sei socio oppure socio lavoratore, i questo caso entro una percentuale definita, possono essere aumentate le paghe, tuttavia gli utili essendo sociali non possono essere divisi. Ci sono però forme “surrettizie”, ma assolutamente legali, come l’aumentano della quota di partecipazione sociale e/o travasi in fondi previdenziali. L’unico consiglio da seguire è quello di consultare un operatore del ramo (LegaCoop, ConfCooperative ecc…).
    Per quanto riguarda il ruolo dell’amministratore, nel caso specifico da te riportato, i soci rispondono in solido degli eventuali debiti che la coop ha verso terzi, successivamente i soci devono rivalersi sull’amministratore truffaldino (ci possono essere assicurazioni che coprono tutto o in parte il danno, bisogna informarsi). Però stai in campana, le vie legali, con i tempi della giustizia italiana, purtroppo, i soldi sottratti rischi di vederli anni dopo e neppure tutti, nel frattempo ti “mangi” la casa se è di tua proprietà, posto che l’entità del danno/furto sia rilevante. Tuttavia segui il mio consiglio: rivolgiti agli addetti ai lavori.

  59. mario detto

    io sto cercando di aprire una cooperativa e stiamo eleggendo un amministratore unico, volevo sapere quali sono le sue responsabilita e se lui potrebbe fare degli illeciti a nostro discapito (TIPO CON LE BANCHE O CON I FORNITORI)e poi se e si, vorrei sapere se questo ricadi sui soci(non solo sulla quota sociale)..
    poi come ultimo vorrei capire bene cosa vul dire:(Inoltre si tratta di proprietà sociale, è impossibile dividere gli utili, che vanno totalmente reinvestiti per le attività della cooperativa. Il beneficio per i soci è il fattore mutualistico primario su cui basare le scelte amministrative.)

  60. Albatro detto

    In teoria si dovrebbe rispondere solo con il capitale socìale, tipo una Srl, ma non sono un commercialista e quindi non sono sicuro al 100%. Per avere una risposta certa dovreste contattare (anche via Web) il ministero competente, che credo sia quello delle finanze, oppure chiedere la consulenza di un commercialista, che almeno per queste cose, spero sia gratuita ( quando ho chiesto dei consigli su come aprire un’attività, a me non ha fatto pagare nulla…)

  61. Calogero detto

    Volevo un informazione, nel caso la società vada male , nel senso, debiti non pagati , tasse ecc ne corrispondono i soci con i propri beni o la società con il capitale proprio ?
    Saluti Calogero Terrana

  62. Albatro detto

    Credo proprio di sì (nel senso che andremmo incontro a denunce), a meno che non si scateni un tale casino mediatico da spingere il direttivo a ritirarle – come nel caso Gros Market-.
    Tuttavia tengo a precisare che questo articolo non è un invito a trasformare tutta la Eaton in una cooperativa per una serie di motivi:
    1. quello già sopra citato, che infrastrutture e logistica non sono nostre e l’atto rilevarle sarebbe alquanto complicato
    2. lo stabilimento Eaton è una struttura complessa, mentre nel campo della gestione aziendale noi saremmo dei principianti. All’inizio è sempre meglio iniziare con qualcosa di più piccolo di cui si conosca ogni dettaglio.
    3. il punto più importante, è che le valvole sono un prodotto non appetibile per un piccola cooperativa di lavoro. Prima di tutto perchè non sono un prodotto finito, cioè servono solo all’interno di un motore, quindi la nostra prosperità dipenderebbe sempre da quei 3-4 clienti che avrebbero molta facilità a fare cartello. In secondo luogo ci sarebbe il solito discorso del mercato dell’auto che pur oscillando viaggia sempre verso un inesorabile declino -NB. la Renault sta già iniziando a pubblicizzare auto a motore elettrico, questo è un chiaro segno che il futuro è lì, quindi più bobine e meno valvole-.
    A mio avviso le cooperative di lavoro sono una buona idea per uscire dalla posizione di dipendente-numero in continuo conflitto con una casta dirigenziale, semplicemente perchè ogni decisione dal bilancio alla modificazione di un ciclo produttivo andrebbe presa dall’assemblea.
    Bisogna tuttavia fare i conti con la realtà ed usare il buon senso. Le cose da tener conto sono abbastanza ovvie: in tanto per ogni socio è bene investire una limitata quota sociale, preventivando che se le cose vanno male quella è l’unica cifra che può perdere – la cooperativa funziona a tutti gli effetti come una srl e quindi in caso di fallimento ogni socio risponde solo per la quota investita-.
    E’ importante trovare uno o più prodotti finiti, con un mercato aperto: bisogna produrre qualcosa che si possa vendere direttamente a chi lo può usare così com’è (la Zanon in Argentina faceva piastrelle e gli operai ci hanno messo poco a scavalcare i grossisti e vendere direttamente a negozi, privati e ditte).
    Quali prodotti fabbbricare? A questa domanda dovrebbero fare gioco forza le istituzioni, nell’ultimo incontro con la Provincia, Gherghetta e Pascolin hanno sottolineato parecchio la loro attività di varolizzazione del territorio e sondaggio di mercato; bene, allora potrebbero darci due dritte su quali protrebbero essere i prodotti ed i servizi che marceranno nell’ immediato futuro e magari procurarci qualche euretto di finanziamento per fare bella figura con i media -sulle istituzioni Lillorius è stato un po’ scettico mentre comunicavamo in chat, però a mio avviso visto che ci sono e che li paghiamo, perchè non tentare-.
    Ah, tanto per evitare fraintendimenti, le cooperative che ci sono in giro non è detto che sia belle e buone anzi, per esperienze sia personali che riferite posso dire che il passaggio da condizioni effettive di socio alla pari –> dipendente –> schiavo, può essere molto rapido se non si vigila: quindi mai derogare il potere a pochi se lo si può evitare, perchè inevitabilmente si trasformerebbero in un consiglio direttivo di caporali.
    Bene altro per ora non mi viene in mente,
    Saluti Albatro

  63. Cellula detto

    Ma noi possiamo usare macchinari Eaton per fare le valvole, non è che usandoli andiamo incontro a denuncie da parte di Eaton per aver usato sistemi di produzione adoperati da loro ??

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