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Alcatel Lucent pronta a dismettere lo stabilimento di Trieste

Ecco qua, ci risiamo, come con l’Indesit, sembra una costante. Prima rilevano una azienda e poi chiudono stabilimenti sul territorio, non sono mai stato un teorico del complotto, ma qua sembra veramente esserci un piano sotto. Barnard ha ragione.

Alcatel Lucent pronta a dismettere lo stabilimento di Trieste

Annuncio dell’amministratore delegato da Parigi. A rischio oltre 800 lavoratori (continua a leggere)

Sonetto all’Italia

Non so se vi sia un sempiterno Dio
in ciel, come più d’uno sostiene,
ma che d’Italia c’ho le palle piene
dubbio non v’è certo dentro il cuor mio.

Ormai non m’associo più con nessuno
e se d’arte prima traggo sollazzo
io vedo poco che valga un cazzo
dal milleottocentosessantuno.

Perchè via non vai? Dirà lo statale
parassita gretto e qualunquista,
peggior di tutti e dal culo pieno,

ma dura impresa è dall’inferno
uscir. Eppur verrà il dì che questa
nazion marcia morirà del suo male

 

 

 

25/02/2015 Resoconto dell’incontro con l’assessore al lavoro del Friuli-Venezia Giulia

L’Ultima Dea?

In data 25/02/2015 un gruppo composto da ex-dipendenti Eaton (tra cui lo scrivente) ha avuto un incontro a Gorizia con l’Assessore al Lavoro Loredana Panariti. All’incontro doveva partecipare anche una delegazione dei dipendenti della Detroit (ennesima azienda in crisi), ma nessuno si è presentato.

L’ora fissata per l’incontro erano le 10.00, una delegazione è stata accolta verso le 12.00, causa una riunione della giunta che si è prolungata. Abbiamo aspettato due ore all’aperto sotto i portici. Certo è che sarebbe stato cortese, se non educato, farci aspettare all’interno della sede regionale, visto che non mancava un’ampia sala d’attesa discretamente arredata e che non eravamo esattamente una folla; ma va beh, a volte è necessario avere pazienza.

Quello che abbiamo detto noi:

Il primo intervento lo ha fatto Andrea Marcolini che ha riassunto sia Continua a leggere

Status Quo

Ebbene sì, ce l’hanno fatta, la crisi non c’è più, è finita.

Non che le cose stiano migliorando, non c’è luce in fondo al tunnel, solo un’ apertura anale che non si sa dove porti: la crisi è diventata uno status quo, uno stato permanente.
Sempre più imprese chiudono, sempre più disoccupazione eppure nessuno sale sui tetti, non ci sono più forconi nè isole dei cassa-integrati, oramai ci si è fatta l’abitudine.

Credo sia superfluo scrivere sui diritti dei lavoratori e relative reazioni sindacali.

Ebbene sì, niente riesce più ad indignare, abbiamo avuto tre governi non eletti, una legge elettorale incostituzionale ancora in vigore, un premier che non conosce l’inglese, parlamentari che non conoscono l’italiano, scandali, corruzione, un’ingiustizia sociale da vomito e va tutto bene. Tutto è scontato, niente sorprende, Grillo potrebbe tacere, Travaglio cambiare mestiere perchè tanto oramai ‘loro’ regnano per diritto divino.

Ebbene sì, signore e signori, ce l’hanno fatta, hanno riportato l’Italia a quello che era prima della rivoluzione francese, soltanto più sporca e più stanca. Certo, i nobili non si chiamano più conti o marchesi, ma ‘Onorevoli’ o ‘Dirigenti’, ma per il resto sono uguali, fanno le stesse cose, vogliono le stesse cose.

Arriverà una rivoluzione? Ma per favore! Gli italiani hanno sempre subito di tutto e si sono sempre lasciati fare di tutto.

Come sopravvivere? Continua a leggere

Terra, c’è un secondo nucleo molto piccolo nel cuore del nostro pianeta

Terra, c’è un secondo nucleo molto piccolo nel cuore del nostro pianeta

Scienza
Pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, la scoperta si deve al gruppo dell’Università dell’Illinois guidato da Xiaodong Song, con la collaborazione dell’università cinese di Nanchino. A rivelare questo ritratto inedito del cuore del pianeta ”non sono state le prime onde sismiche generate dai terremoti, più chiare, ma quelle registrate nella coda dei terremoti, che compiono tragitti più complessi”

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Comunalismi…

Bene.

Sto tornando a scrivere dopo mesi di silenzio, un po’ perché ero impegnato sul altri fronti e un po’ perché avevo perso interesse verso il blog.

Ora come ora un po’ di voglia mi è tornata e ne approfitto per buttare giù due righe di commento sulla prima notizia che oggi mi ha stuzzicato.

Articolo da Il Piccolo

 

Come potete vedere nella foto sopra, per iniziativa di Claudia Colecchia, coordinatrice delle biblioteche e delle fototeche dei musei civici e del Revoltella di Trieste “Cercasi volontari appassionati di storia di Trieste e di fotografia per interessante lavoro di catalogazione e riordino”.

Che cosa curiosa. Viviamo in un mondo dominato dal sistema capitalista, hanno fatto di tutto per dare agli Stati Europei un modello liberale, stanno privatizzando ed esternalizzando praticamente tutto, hanno fatto del profitto un valore cardine e dello stato sociale un tabù ed hanno pure il coraggio di chiedere alle persone di lavorare gratis.

Comodo, troppo comodo. Posso pensare di fare il volontario per  gestire delle calamità, per portare conforto a persone in ospedale o case di riposo, ma per fare un lavoro impiegatizio… beh

In mio tempo ha un valore, le mie capacità hanno un valore quindi pagateli! Non sono io a pensarla così, ma lo stesso sistema che signori come la Merkel hanno contribuito a creare ed imporre. Continua a leggere

Trieste: Godina chiude. Titolare e dipendenti in lacrime dopo l’annuncio

Sofferta riunione nello storico negozio triestino d’abbigliamento con il personale che si è stretto attorno alla famiglia I sindacati: tagliati fuori dal circuito delle promozioni, non li hanno aiutati

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