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Landini e Cremaschi, FIOM: unità, mobilitazione, lotta.

Fincantieri: Landini, noi fermi su accordi sottoscritti

Vedremo lunedi’ se illazioni giornalistiche saranno confermate

(ANSA) – MONFALCONE (GORIZIA), 24 SET – Il sindacato non ha rivendicazioni da fare essendo fermo sugli accordi sottoscritti con Fincantieri e al Ministero dello Sviluppo Economico.

Lo ha detto il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini, al termine di un’assemblea nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Gorizia). ”Al momento ci sono soltanto illazioni giornalistiche – ha aggiunto Landini – che vedremo all’incontro di Roma lunedi’ in Fincantieri se saranno o meno riconfermate”.

Gli accordi – ha ricordato Landini – prevedono otto siti produttivi e la tutela dei posti di lavoro.(ANSA).

SABATO, 25 SETTEMBRE 2010 – IL PICCOLO
Pagina 9 – Attualità
LA MOBILITAZIONE NEI CANTIERI
«Da Castellammare a Monfalcone per protestare»

MONFALCONE La dichiarazione di un lavoratore di Castellammare di Stabia espressa durante la trasmissione ”Annozero” di Michele Santoro, non è certo passata inosservata: «Siamo pronti alla battaglia per difendere il nostro lavoro. E a venire a Monfalcone e a Marghera ad occupare le strade, visto che, come ha sostenuto l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, i due cantieri sono i fiori all’occhiello del Gruppo». La tensione, insomma, ha allungato ombre, nel timore di veder riversare la protesta dei lavoratori campani nella città bisiaca. Una possibile ”guerra tra cantieri e lavoratori” per la quale il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che ieri a Monfalcone ha incontrato le maestranze del cantiere, ha osservato: «Credo che rappresenti il tentativo del Governo, attraverso le politiche che sta perseguendo. Non siamo affatto disponibili a cadere in questi tranelli». Anche dalla Rsu di Monfalcone e dai sindacati provinciali è giunto chiaro il messaggio: la battaglia è unica per il mantenimento dei siti e dei posti di lavoro. Gli accordi in vigore vanno rispettati. Bisogna restare compatti per non prestare il fianco all’azienda e al Governo.

SABATO, 25 SETTEMBRE 2010 – IL MESSAGGERO VENETO
Pagina 2 – Attualità
Il presidente del comitato centrale della Fiom-Cgil ieri a Udine. «Questa situazione è lo specchio del paese»
Cremaschi: cantieristica, governo inerte
E Roccasalva annuncia una continua mobilitazione per il contratto

UDINE. «La situazione di Fincantieri è un po’ lo specchio del Paese: siamo di fronte a una montagna di chiacchiere, che sta per produrre la chiusura di due cantieri e il taglio di migliaia di posti di lavoro»: lo ha detto ieri a Udine Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom-Cgil. «Ci sono errori dell’azienda e inadempienze gravissime del governo – ha proseguito il sindacalista nel suo intervento alla riunione del direttivo regionale della Fiom del Friuli Venezia Giulia – confermate dalle dichiarazioni di ieri del ministro Sacconi, che nega che ci sia il problema delle commesse e degli investimenti pubblici».
Cremaschi ha annunciato che lunedì all’incontro con i vertici di Fincantieri la Fiom-Cgil chiederà all’azienda di ritirare qualsiasi piano che preveda la chiusura di cantieri. «Perché Fincantieri – ha detto Cremaschi – non può reggersi solo con i cantieri dell’Adriatico. Inoltre, solleciteremo la convocazione di un tavolo a palazzo Chigi e il primo ottobre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma». Sull’accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, Cremaschi ha detto che «le operazioni condotte in queste ore da Federmeccanica, Cisl e Uil avvengono sotto dettatura della Fiat. Si tratta di un testo che prevede la chiusura del contratto, perché – ha proseguito – un contratto che si può fare a meno di applicare, non è più un contratto». Riguardo alla crisi economica, infine, «l’Italia è l’unico Paese al mondo – ha rilevato Cremaschi – dove il governo fa finta che la crisi non ci sia, come ha fatto Confindustria, che adesso se ne sta pentendo».
Intanto, la Fiom-Cgil del Friuli Venezia Giulia prosegue le iniziative di lotta, con quattro ore di sciopero che saranno articolate a livello provinciale e una massiccia partecipazione alla manifestazione nazionale di Roma del 16 ottobre. Lo ha annunciato il segretario regionale Gianpaolo Roccasalva, il quale ha spiegato che l’incontro udinese è stato indetto per organizzare una mobilitazione volta a contrastare l’accordo separato sulla riforma della contrattazione nel settore metalmeccanico. «In Friuli Venezia Giulia – ha proseguito – il contratto di Federmeccanica interessa circa 40 mila persone e potremmo assistere a una guerra tra le nostre imprese basata non sull’innovazione tecnologica e sugli investimenti, ma sulla riduzione dei costi, andando quindi a incidere sulle condizioni di vita dei lavoratori». La Fiom-Cgil regionale, che pure ieri ha manifestato provocando rallentamenti del traffico lungo la Pontebbana, ha organizzato per l’8 ottobre a Udine un’iniziativa pubblica di sensibilizzazione.

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Una Risposta

  1. Il compagno Giorgio Cremaschi sabato scorso a partecipato ad una riunione della “CGIL che vogliamo”e bene ci ha illustrato la situazione,paradossalmente mentre ci spiegava il folle disegno di marchionne/bonanni/marcegaglia al cellulare parlava con sindacalisti e giornalisti proprio della possibile chiusura di uno stabilimento Fincantieri.Della serie :non ve’ pace per i giusti.Non vi e’ dubbio che la data del 16, con la manifestazione di Roma segnera una “svolta”e da che parte andra questa “svolta” dipendera tutto da quanti saremo in piazza.Io a Roma ci saro'(abito in prov.di trento)perche’ voglio difendere i miei diritti e la mia dignita’e perche’voglio riaffermare che la lotta di classe non e’ per niente finita anzi e’ sempre di piu’l’unica via per uscire dalla crisi del capitalismo(non la nostra crisi),lotta di classe che sindacati” collaborazionisti”o in balia di una ex sinistra che altro non sa proporre che lo “scimmiottamento”della parte avversa non sanno piu’ cosa sia, presi e avvinghiati in logiche burocratesi e politiche che nulla hanno a che fare con la tutela del lavoratore.

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