• Commenti recenti

    Antonella su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Micaela su Come funziona il Lavoro Occasi…
    ilaria su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Albatro su Come funziona il Lavoro Occasi…
    giuseppe su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Nick Carter su Sobrietà e Austerità
    biobba2013 su Saracena, “l’acqua pubblica co…
    studiocoppi su Sobrietà e Austerità
    Nick Carter su 26.06.2015 Pensiero…
    Albatro su 26.06.2015 Pensiero…
  • Categorie

  • Archivi

  • Più cliccati

    • Nessuna

Salari:potere d’acquisto in picchiata

MARTEDÌ, 28 SETTEMBRE 2010 – IL MESSAGGERO VENETO
Pagina 8 – Economia
Salari, in 10 anni persi 5.400 euro
Allarme Cgil: colpa dell’inflazione e dell’aumento della pressione fiscale
Il rapporto nazionale

ROMA. Tra inflazione, aumento del prelievo fiscale e mancata restituzione del fiscal drag i lavoratori italiani hanno perso in media negli ultimi 10 anni oltre 5.000 euro. La stima è dell’Ires-Cgil, che ha presentato un rapporto su “La crisi dei salari”, segnalando che la perdita cumulata del potere d’acquisto dei salari lordi, di fatto, nel decennio ha raggiunto quota 3.384 euro che, sommati a oltre 2.000 euro di mancata restituzione del drenaggio fiscale, portano la perdita del potere d’acquisto a 5.453 euro in media per ogni lavoratore dipendente. La fotografia sui salari è stata definita «allarmante» dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che è tornato a chiedere al Governo un «intervento urgente» che riequilibri la pressione fiscale a favore dei salari. Il lavoro dipendente infatti, sostiene la Cgil, è fortemente penalizzato sotto il profilo fiscale rispetto ad altre forme di reddito e questo sistema – sottolinea Epifani – «uccide la produttività». A sostegno di questa tesi l’Ires porta il dato sulla produttività in Italia sostanzialmente stabile rispetto al 1995 (+1,8%), a fronte di andamenti in Germania, Francia e Regno Unito molto superiori al 20%. La perdita del potere d’acquisto si è concentrata – sottolinea il Rapporto – nel 2002 e 2003 (oltre 6.000 euro persi nel biennio), mentre il 2008 e il 2009, nonostante la crisi, ha registrato un recupero (nel 2009 possibile proprio grazie alla bassa inflazione che la crisi economica ha portato con sè), con oltre 3.000 euro in più in totale. La perdita cumulata calcolata sulle retribuzioni – secondo il Rapporto – equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate fiscali per lo Stato. Secondo l’analisi della Cgil, il recupero dei livelli di Pil del 2007 si raggiungerà solo nel 2015, mentre per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi bisognerà aspettare il 2017.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: