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Eaton, altri rientri

SABATO, 02 OTTOBRE 2010 – IL PICCOLO
Pagina 8 – Gorizia
Eaton, previsti altri rientri in fabbrica
Si aggiungeranno ai 40 cassaintegrati impiegati da agosto in lavori di manutenzione

Dalla prossima settimana altri lavoratori di Eaton, oltre i 40 già impiegati da agosto, ritorneranno nello stabilimento di via Bagni nuova fino a raggiungere un tetto massimo di 90 addetti. I rientri sono legati sempre all’ottenimento della certificazione Iso-Ts per gli impianti del sito industriale, che produceva valvole per il mercato automobilistico europeo prima della grande crisi del settore esplosa nel 2008. Dopo il buon esito della certificazione della linea 4, i lavoratori saranno impegnati nella produzione necessaria al raggiungimento dell’attestazione di qualità delle linee 3, 5 e 6. L’attività di manutenzione e certificazione degli impianti proseguirà fino al 15 novembre, secondo quanto comunicato ieri dalla società nell’incontro all’Assindustria di Gorizia con i segretari provinciali di Fim, Gianpiero Turus, e Fiom, Thomas Casotto, e le Rsu di fabbrica.
Eaton e sindacati hanno già concordato un nuovo incontro per la fine di ottobre per monitarare la situazione in stabilimento, anche perché la Rsu in un precedente incontro in fabbrica aveva ribadito la necessità di una rotazione del personale, basata sulle necessità tecniche produttive, ma anche legata alle difficoltà delle maestranze a causa del lungo periodo di cassa integrazione. Al tavolo ieri i sindacati hanno non a caso posto il problema del pagamento dei lavoratori impiegati in stabilimento, visto che i primi 40 si sono ritrovati alla fine di un mese di lavoro senza l’indennità di cassa “in deroga”, ma anche senza stipendio. L’azienda, che aveva anticipato l’indennita di cassa integrazione, ha effettuato un conguaglio in busta paga che per i dipendenti è risultata vuota. «Abbiamo quindi chiesto di ricorre a un’ulteriore anticipazione del Tfr», hanno ieri dopo l’incontro Casotto e Turus. «Se Eaton ritorna, seppure parzialmente, in attività, è merito dell’accordo siglato due anni fa e che prevedeva di mantenere il sito in condizioni di ripartire se ci dovesse essere una ripresa del mercato – hanno aggiunto ieri i due segretari provinciali -. E se siamo qui, a discuterne, è perché è stata concessa la cassa integrazione in deroga». La società, stando a quanto riferiscono i sindacati, rimane comunque ancora alla finestra, pare soprattutto per capire cosa stia accadendo tra la concorrenza, e il futuro dello stabilimento Eaton di Monfalcone rimane per ora sempre in bilico.
Laura Blasich

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