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Rotocart, 12 mesi di cigs

MERCOLEDÌ, 06 OTTOBRE 2010 – IL PICCOLO

Pagina 7 – Gorizia

ACCORDO RAGGIUNTO ALL’ASSINDUSTRIA TRA AZIENDA E SINDACATI

Rotocart, cassa integrazione per un anno

Interessata una trentina di dipendenti. La fabbrica chiuderà i battenti il 31 dicembre

I 28 dipendenti di Rotocart, industria cartaria del Lisert in chiusura, potranno contare su 12 mesi di cassa integrazione straordinaria rinnovabili per altri 12. La proprietà, che ha deciso di dismettere il sito per avviare una produzione analoga in Toscana, e i sindacati di categoria hanno siglato ieri all’Assindustria di Gorizia un accordo finalizzato a garantire la massima copertura possibile ai lavoratori. Quanto chiedevano Cgil, Cisl e Uil, assieme alla realizzazione di percorsi di ricollocamento della manodopera, che saranno pure attuati, ricorrendo agli strumenti messi in campo da Regione e Provincia. Sono previsti anche incentivi alla mobilità  volontaria.

Rotocart, società padovana che aveva aperto lo stabilimento di Monfalcone 10 anni fa, anticiperà inoltre le indennità di Cigs fino al momento in cui non saranno erogate dall’Inps.

La richiesta di concessione della cassa integrazione straordinaria è già stata inviata al ministero del Lavoro. La Cigs partirà del resto già nei prossimi giorni, anche se a scaglioni.

L’azienda ha comunicato di voler bloccare del tutto la produzione il 15 ottobre, alla fine quindi della prossima settimana. Una parte dei lavoratori continuerà però a essere utilizzata in stabilimento nell’operazione di rimozione dei macchinari e di pulizia fino al 31 dicembre, quando la fabbrica chiuderà del tutto i cancelli.

Nell’incontro di ieri all’Assindustria la società non si è comunque sbilanciata sul futuro del capannone del Lisert, che è di sua proprietà. Il sindacato è soddisfatto dell’accordo raggiunto, per quanto sia possibile esserlo in una situazione del genere, perché l’obiettivo dichiarato da subito era quello di tutelare nella misura massima i 28 dipendenti di Rotocart a Monfalcone a fronte di una decisione aziendale irrevocabile.

Anche perché la società veneta ha siglato all’inizio di settembre un’intesa territoriale con le Province di Lucca e Pistoia per il completamento dell’acquisizione dello stabilimento di Pescia della Cdm Group, realtà  posta in liquidazione da tempo.

Il sito toscano sarebbe funzionale, per la sua collocazione geografica, a un riposizionamento dell’azienda sui mercati italiani, dopo che la fabbrica del Lisert, creata dieci anni fa per aggredire i mercati dell’Europa centro-orientale, avrebbe in sostanza perso la propria ragione d’essere.

Produzioni analoghe sono nel frattempo state avviate in Polonia e Romania, con costi decisamente più competitivi. (la.bl.)

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