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Sfida al caporalato

Scioperano gli immigrati

  Su un editoriale di don Mario Vatta — che a Trieste gode di una certa popolarità, forse maggiore negli ambienti laici — una volta ho letto una frase che suonava  come  ” bisognerebbe smettere di considerare gli stranieri come un problema, ma vederli piuttosto come una risorsa“. Ho scritto ‘suonava come’ perchè le parole esatte non le ricordo bene, poteva esserci scritto ‘altri’ o ‘immigrati’ al posto di stranieri, ma il significato era il medesimo.
Sfida al caporalato scioperano gli immigratiLeggendo l’articolo sottostante, questa frase mi è venuta in mente spontanea, e spontaneamente ho associato questo episodio ad altri del genere — e non mi riferisco a Rosarno—.
Sempre più spesso stanno emergendo situazioni in cui delle comunità di immigrati manifestano una combattività e capacità organizzativa maggiore degli italiani ‘indigeni’. Mentre tra Napoli e Caserta gli stranieri non vogliono lavorare per meno di 50 euro al giorno a Monfalcone ci sono italiani disposti a mettersi in lista per lavorare gratis.

Dà da pensare.

Forse che gli italiani che da decenni fanno passare tutto ed accettano tutto dovranno ispirarsi alle minoranze per trovare la forza di uscire dalla m…a?

da La repubblica: Sedici rotonde stradali ,tra Napoli e Caserta sono state pacificamente occupate dai lavoratori alla giornata: “Vogliamo almeno 50 euro”.  Significativo il presidio di Baia Verde a  Castel Volturno, dove due anni fa dopo un concerto morì Miriam Makeba. Domani un corteo contro il razzismo e lo sfruttamento

IMMIGRATI e caporali. Gli uni di fronte agli altri. Alla pari. Oggi si è svolto il primo sciopero in Italia dei lavoratori alla giornata. Da Baia Verde ad Afragola passando per Villa Literno, Casal di Principe, Giugliano, Qualiano, Pianura e Scampia. Hanno pacificamente occupato sedici ‘rotonde’ tra Caserta e Napoli. Negli stessi incroci stradali dove ogni giorno vengono “ingaggiati”, stamattina all’alba, migliaia di migranti hanno incrociato le braccia e alzato un cartello: “Noi non lavoriamo per meno di 50 euro al giorno”. In strada c’erano tutti: i lavoratori delle campagne, dell’edilizia, del terziario, del mondo dell’artigianato. Regolari e irregolari.

“E’ stata una bella manifestazione – dice soddisfatto Alfonso De Vito, della rete antirazzista – perché queste persone oggi hanno rinunciato ad un guadagno, ma innanzitutto perché hanno avuto il coraggio di scendere in piazza, metterci la faccia e sfidare i caporali”. Particolarmente significativo il presidio di Baia Verde, proprio nella piazzetta dove due anni fa al termine di un concerto per le vittime di Castel Volturno, morì Miriam Makeba, mamma Africa, e che, in particolar modo, i ragazzi del Ghana e della Nigeria hanno voluto ricordare con particolare affetto.
“E’ stato solo un primo appuntamento – spiega ancora De Vito – perché l’impegno per far terminare questa spirale di sfruttamento è molto lungo”

“L’obiettivo di questa giornata di sciopero è contrastare lo sfruttamento del lavoro nero – spiegano gli organizzatori – con il recepimento della direttiva europea 52, applicare ed estendere l’articolo 18 del testo unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all’irregolarità del lavoro, ma anche e soprattutto mettere in campo un percorso permanente di emersione dalla clandestinità”.

E domani secondo appuntamento, con un corteo contro il razzismo, lo sfruttamento e le camorre a Castel Volturno per il permesso di soggiorno e i diritti di cittadinanza. E in questo caso i numeri ci sono: sfileranno oltre 2000 immigrati, oltre a studenti, lavoratori italiani, associazioni. Appuntamento alle 10,30 alla stazione di Caserta e arrivo sotto la prefettura. La mobilitazione proseguirà a Roma il 14 e del 15 ottobre, con un presidio davanti al ministero dell’Interno.

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