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Scuola di Adro, rimossi tutti i simboli leghisti

Lo ha deciso il Consiglio d’istituto della scuola al centro delle polemiche politiche

SINDACO, SE SIMBOLI VIA DENUNCIO E RIPRISTINO

ADRO (BRESCIA) – E’ rimasto praticamente solo un posacenere all’esterno del polo scolastico di Adro, con il simbolo del sole delle Alpi visibile a chi arriva nella scuola che è stata al centro di polemiche dalla sua inaugurazione. I cartelli con la scritta “vietato calpestare l’erba” sono stati tutti e 54 sostituiti con degli altri dove la “o” non ha la forma del sole delle Alpi. Non ci sono più nemmeno i simboli sui posacenere all’interno della cancellata e non sono visibili neanche gli zerbini col sole delle Alpi che sono stai portati via fra i primi oggetti questa mattina. I simboli sui banchi sono stati coperti con degli adesivi blu mentre ancora restano i due soli delle Alpi sul tetto. Saranno probabilmente i due simboli più difficili da rimuovere degli oltre 700 che si trovavano nell’edificio dove sono scomparse anche le vetrofanie.

SINDACO, SE SIMBOLI VIA DENUNCIO E RIPRISTINO – ”Non mi e’ ancora stato comunicato nulla. Ho appreso tutto dai giornali. Ma se i simboli vengono rimossi dalla scuola, parte prima la denuncia e poi procedo al ripristino immediato”. Questa la risposta del sindaco di Adro, Oscar Lancini, a chi gli ha chiesto come intenda comportarsi in considerazione della decisione del dirigente scolastico di Adro, Gianluigi Cadei, di procedere alla rimozione dei simboli del Sole della Alpi presenti nella nuova scuola del paese. Il sindaco ha inoltre aggiunto: ”la volonta’ dell’ amministrazione comunale deve essere rispettata”.

PUGLISI (PD), CHI RIPRISTINA LA LEGALITA’?
– “Arrivati a questo punto la domanda é una sola: c’é ancora qualcuno, ad Adro, in grado di ripristinare la legalità?”. Lo dichiara Francesca Puglisi, Responsabile Scuola della segreteria Pd. “E’ vergognoso che da settimane i bambini siano costretti a fare lezione in luoghi costellati da simboli di partito senza che nessuno, né il ministro Gelmini che pure gioca in casa essendo quello il suo collegio elettorale, né il ministro Maroni, né il prefetto, né altri riescano a far rispettare la legge. Chiediamo quindi che le istituzioni si muovano. E lo facciano subito”, conclude la nota.

UN MESE DI POLEMICHE ROVENTI SUI SOLI LEGHISTI – La polemica sulla scuola di Adro comincia il giorno stesso della inaugurazione dell’edificio del comune della Franciacorta (Brescia) intitolato a Gianfranco Miglio, primo ideologo della Lega Nord. L’11 settembre scorso, durante l’inaugurazione, si scopre che il ‘Sole delle Alpi’, simbolo celtico utilizzato dalla Lega, e’ stato messo sulle vetrate, ma non solo, del nuovo polo scolastico del Comune venuto alla ribalta nei mesi precedenti per le polemiche sulla mensa – non si volevano ammettere gli scolari le cui famiglie non pagavano – e per le prese di posizione del sindaco leghista Oscar Lancini. Il simbolo e’ anche su banchi di scuola, posacenere, cartelloni in cui s’invita a non calpestare l’erba. Nella scuola, inoltre, i crocifissi sono stati fissati con il cemento nei muri. La vicenda innesca subito una violenta polemica politica con le opposizioni, scatenate nel chiedere un intervento al governo e al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che prende le distanze dall’iniziativa, ma con la stessa Lega che frena: ”Il sindaco forse ne ha messi troppi. Avrebbe potuto farne uno bello, che bastava”, dice il 19 settembre il leader del Carroccio Umberto Bossi, il giorno dopo che il ministro Gelmini aveva scritto una lettera al sindaco Lancini affinche’ provvedesse a togliere il simbolo dalle aule. Ma la replica di Lancini da’ fuoco a nuove polveri: ”se me lo dice Bossi, obbedisco”. Dal paese si giunge a scrivere al capo dello Stato, e Napolitano risponde dicendo di aver preso atto della decisione del ministro Gelmini sulla rimozione dei simboli. Seguono alcuni agitati consigli comunali, con i giornalisti tenuti fuori alla porta, e la discussione su chi dovesse pagare la rimozione dei Soli, fino all’epilogo di questa notte. Una convocazione straordinaria, ieri sera, del consiglio d’istituto, ha forse messo fine a un mese di polemiche.
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