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CGIL: CAMUSSO, SACCONI NON FA IL SUO LAVORO

LAVORO, DUE EMERGENZE, AMMORTIZZATORI E MOBILITA’

Mn. Sacconi

S. Camusso

(ANSA) – UDINE, 12 OTT – ”Continuiamo ad avere un ministro del welfare che non fa il suo lavoro”: lo ha detto, oggi, a Udine, Susanna Camusso, segretario generale vicario della Cgil. Commentando le affermazioni del ministro Maurizio Sacconi, secondo il quale in Italia c’e’ gia’ un sindacato unico, che e’ Cisl-Uil, Camusso ha aggiunto che ”un ministro dovrebbe svolgere una funzione terza e non partigiana. Invece, come ben sappiamo – ha aggiunto –

Sacconi ha teorizzato e praticato la divisione del sindacato, che non e’ il suo mestiere ed e’ una scelta grave, ed e’ particolarmente grave dentro la crisi”.

(ANSA) – UDINE, 12 OTT – Susanna Camusso, segretario generale vicario della Cgil, lancia l’allarme su ”due emergenze” che il Paese potrebbe trovarsi a fronteggiare nei prossimi mesi: la fine degli ammortizzatori sociali in deroga e l’uscita dalle liste di mobilita’ di circa centomila lavoratori che non hanno ancora diritto alla pensione. ”Siamo a ottobre e non vediamo nessuna intenzione che a gennaio ci sia una proroga degli ammortizzatori in deroga”, un tema – ha sottolineato – che non riguarda solo piccole medie imprese e artigianato, ma anche grandi gruppi industriali ”che hanno esaurito la cassa integrazione ordinaria e straordinaria”. ”Se non ci fosse il prolungamento della cassa integrazione, ipotesi che non vogliamo neanche considerare – ha aggiunto Camusso – rischieremmo di trovarci all’inizio dell’anno di fronte a una grande ondata di licenziamenti non per scelta di mandare a casa i lavoratori, ma per chiusura delle aziende”. Camusso ha escluso l’ipotesi proroga dell’accordo precedente che coinvolgeva le Regioni, ma ”quest’ultime – ha ricordato – a giugno-luglio hanno subito tagli con la Finanziaria”. La seconda emergenza – per Camusso – e’ quella dell’uscita dalle liste di mobilita’ di lavoratori, dei settori piu’ vari, che si troverebbero senza lavoro, senza sussidi e senza pensione. ”Per questi lavoratori che rischiano di rimanere appesi a nulla” Camusso ha proposto ”o il prolungamento di un anno delle liste di mobilita’, o l’anticipazione di un anno dell’accesso alla pensione” che – ha concluso – non comporterebbe ”una spesa cosi’ folle”, nell’ordine – ha precisato – di qualche decina di milioni di euro.

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