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Isontino: le ripercussioni della crisi preoccupano le OO.SS. dei metalmeccanici

GIOVEDÌ, 04 NOVEMBRE 2010 – IL PICCOLO

Pagina 6 – Gorizia

INCONTRO TRA PROVINCIA E SINDACATI METALMECCANICI

Lavoro, la crisi entra in Fincantieri

La crisi dell’industria e del lavoro nell’Isontino si apre sempre più nuovi scenari. Se da una parte per la Eaton sembra aprirsi qualche timido spiraglio di ripresa, altre preoccupazioni giungono da Prinzi, Carraro e indotto Fincantieri. Nel corso di un incontro svoltosi ieri tra Alfredo Pascolin, assessore provinciale al Lavoro, e Thomas Casotto (Fiom-Cgil), Luca Furlan (Uilm-Uil) e Giampiero Turus (Fim-Cisl), è stato fatto il punto della situazione sulle crisi occupazionali in particolare nel settore metalmeccanico.

Mentre alla Eaton Automotive, attualmente, sono stati richiamati in servizio 90 dipendenti, pur non finalizzati alla produzione, e si apre dunque un piccolo spiraglio nella crisi dell’azienda, si registra una problematica opposta alla Prinzi. Dopo 39 settimane di cassa integrazione straordinaria, i 40 dipendenti vedono la possibile dismissione del sito goriziano o, in alternativa e non per tutti, un possibile trasferimento allo stabilimento Vdp di Schio (Vi). Un ricollocamento problematico, vista la professionalità dei lavoratori coinvolti. L’assessore Pascolin sentirà al più presto i vertici dell’azienda per vagliare con loro i possibili sviluppi e sondare l’attuale stato della fonderia.

Anche sulla Carraro le difficoltà sono evidenti. L’accordo firmato non prevede esuberi e deve essere rispettato. L’impegno di Provincia e sindacati è in questa direzione. Nonostante tutto, a ora, solo 70-80 persone, sui 120 complessive, potrebbero essere riassorbite dal gruppo. Bisogna capire quale sarà il piano industriale e le ricadute dal punto di vista occupazionale. Si attende l’intervento dei vertici regionali, ma soprattutto di Friulia. L’assessore si è impegna a sollecitare nuovamente in tal senso.

I presenti si sono soffermati poi sugli altri focolai e, in particolare, sull’indotto Fincantieri, dove le preoccupazioni riguardano circa 600 persone, e sulla situazione Eurogroup, nella quale gli 85 dipendenti si trovano in cassa integrazione straordinaria a zero ore dallo scorso mese di marzo.

Da un’analisi degli uffici provinciali del lavoro, è l’età anagrafica dei disoccupati che rende spesso difficile un ricollocamento. Premettendo che la crisi mondiale ha messo molte persone in difficoltà, sono i lavoratori tra i 40 e i 50 anni quelli maggiormente problematici: lontani dalla pensione nonostante i mesi messi a disposizione dagli ammortizzatori sociali, richiedono un particolare sforzo di accompagnamento da parte della task-force degli uffici del lavoro.

 

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