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Crisi Eurogroup: nulla di nuovo, 85 lavoratori ancora in sospeso.

VENERDÌ, 12 NOVEMBRE 2010 – IL PICCOLO

Pagina 7 – Gorizia

Rischio fallimento per l’Eurogroup

Tutto ancora fermo sull’ipotizzata vendita dello stabilimento

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Non c’è ancora alcun accordo per il passaggio dello stabilimento Eurogroup di Monfalcone a una nuova proprietà che possa risolvere la crisi scoppiata lo scorso anno a causa della riduzione degli ordini provenienti da Fincantieri. Come da indicazioni del liquidatore, Gianfranco Imperato, amministratore delegato della società, i sindacati dei metalmeccanici attendevano un incontro decisivo per la metà di questa settimana con la Tad Metals del gruppo Agarini. A una verifica effettuata ieri tutto risulta però fermo, mentre dicembre si avvicina a passi troppo veloci per gli 85 lavoratori in cassa integrazione straordinaria dallo scorso marzo. E’ questa la scadenza che Unicredit, istituto bancario di riferimento per Eurogroup, ha deciso di concedere, prolungando di un paio di mesi il termine già fissato per la definizione del futuro dello stabilimento. Se entro la fine del prossimo mese non si raggiungerà una soluzione, la fiducia accordata verrà meno ed Eurogroup dovrà avviare la procedura di fallimento. «Più il tempo passa c’è inoltre il rischio che un fornitore presenti un’ingiunzione fallimentare», afferma Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil, che ieri ha contattato Imperato per capire a che punto fosse la trattativa con gli istituti bancari e Tad Metals. «Tutto fermo», ribadisce Baldassi. Nuovi incontri sembrano esclusi nel corso della prossima settimana, mentre per quella successiva le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e le Rsu si confronteranno con il liquidatore. Dopo l’incontro con il sindaco Gianfranco Pizzolitto la scorsa settimana, sindacati e lavoratori vedranno invece già mercoledì prossimo nella sede dell’Ufficio per l’impiego l’assessore provinciale al Lavoro, Alfredo Pascolin. Per ora non sono state avanzate richieste di dialogo con il prefetto di Gorizia, Maria Augusta Marrosu, e la Regione. «Per farlo dobbiamo avere degli elementi in mano che ora non ci sono», osserva il rappresentante della Fiom. La preoccupazione di sindacati e lavoratori si sta facendo sempre più pesante. Pur evitando una procedura fallimentare, la cassa integrazione straordinaria si concluderà a marzo per i dipendenti, che rischiano di finire comunque in mobilità, perché i tempi sono stretti e il periodo di eventuale transizione tra Eurogroup e Tad Metals potrebbe non essere così immediato. Il piano industriale di Tad Metals garantirebbe inoltre occupazione solo a una cinquantina dell’ottantina di lavoratori di Eurogroup. Per i sindacati si tratta comunque dell’opzione

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