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Sanità isontina, la CGIL: allarme carenza di personale.

SABATO, 13 NOVEMBRE 2010 – IL MESSAGGERO VENETO

Pagina 1 – Gorizia

La Cgil: drammatiche carenze di personale medico e infermieristico

Sanità

«Le scelte della giunta regionale in tema di sanità confermano la volontà di continuare a penalizzare la nostra provincia». È quanto afferma la segreteria provinciale della Cgil, ricordando che già in passato «sono stati chiusi due ospedali, sono stati razionalizzati molti reparti e specialità presenti tra Gorizia e Monfalcone e non si è mai attivato un serio servizio di assistenza sul territorio; attualmente le norme restrittive rendono drammatica la carenza di organico sia infermieristico che medico, peggiorando di fatto il servizio sanitario ai cittadini nel momento in cui sono più deboli».

Il rinvio della decisione sui Punti nascita, secondo la Cgil, «non fa che spostare il problema nel tempo, non garantendone assolutamente il mantenimento come sarebbe opportuno».

«Inoltre, con la sua “presunta” impotenza – prosegue il sindacato –, la giunta regionale non va nella direzione di agevolare una soluzione alla “sconsolante” vicenda dell’Ospizio marino di Grado, lasciando i lavoratori disoccupati e togliendo un servizio fondamentale per chi ne ha veramente l’esigenza».

Senza un confronto costruttivo con la Regione che dia chiare garanzie di una inversione di tendenza, ben venga – rileva ancora la Cgil – la scelta di un partito (Pd) «di promuovere una manifestazione trasversale a sostegno di tutta la sanità isontina nel suo insieme, coinvolgendo tutti i cittadini su di un obiettivo comune. È fondamentale che si rafforzi un movimento a supporto dei princìpi del Documento unitario dei sindaci elaborato 2 anni fa, condizione imprescindibile per garantire la difesa del nostro sistema sanitario, mantenendo alta l’attenzione, la mobilitazione e la vigilanza anche nei prossimi mesi con iniziative di carattere sindacale».

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Una Risposta

  1. Se può in qualche modo migliorare la panoramica sulla situazione della sanità, locale ma anche no, in questi giorni una signora triestina soccorsa dal 118 è rimasta per tre giornae nel letto degli ambulatori perchè non c’erano posti in nessun reparto…ed alla figlia il personale ha confidao che, chi è arrivato subito dopo, ha trascorso la sua degenza in barella

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