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Fincantieri, inizerà il 2011 con 2300 cassaintegrati, i sindacati temono per l’occupazione.

La notizia:

MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010 – IL PICCOLO

Pagina 9 – Attualità

VERTICE SUI CARICHI DI LAVORO A ROMA TRA SINDACATI E AZIENDA

Fincantieri, nel 2011 oltre 2.300 in cassa

Monfalcone meno colpita rispetto ai cantieri di Liguria e Campania. A Trieste 120 ”colletti bianchi” in Cig

di GIULIO GARAU

TRIESTE Nel 2011 aumenta il numero dei cassintegrati di Fincantieri: dagli attuali 728 tra luglio e dicembre si supererà la quota di 2300 persone. La crisi non allenta la presa sulla cantieristica, da parte del governo, a parte qualche timido segnale non sono giunte commesse pubbliche necessarie a mantenere i posti di lavoro in questa congiuntura negativa e quindi il 2011 si profila come un altro anno durissimo. Il quadro della situazione e dei carichi di lavoro è stato fatto ieri a Roma in un vertice tra azienda e sindacati, corollario del tavolo di crisi aperto alcune settimane fa con il ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani.

La cassintegrazione interesserà in un preciso periodo pure Monfalcone, comunque tra i cantieri meno colpiti, con la punta di 200 persone a luglio (si inizierà gradualmente a febbraio) dovuta al ”buco” produttivo tra le due Carnival e le due Princess. In cassa pure 21 persone della direzione (Corporate) di Trieste per tutto il 2011 mentre aumenterà nel palazzo della Marineria (Divisione mercantile) il numero dei colletti bianchi e dei progettisti messi in riposo forzato: dagli attuali 22 si andrà ad un massimo di 104. Il dettaglio dei numeri nella tabella……….

Le reazioni:

MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010 – IL PICCOLO

Pagina 9 – Attualità

Fim, Fiom e Uilm in allarme: temiamo tagli all’occupazione

TRIESTE Grande l’insoddisfazione di Fim, Fiom e Uilm al termine dell’incontro di ieri a Roma con Fincantieri. I sindacati hanno espresso un giudixio negativo e chiederanno un altro incontro al ministero. Sul tavolo ancora la questione dei carichi di lavoro e la possibilità di ripartirli tra i vari siti produttivi per alleggerire la cassintegrazione con trasferimenti dei lavoratori.

La Fiom ha espresso forte preoccupazione che il lungo ciclo di cassa integrazione negli stabilimenti «porti a lungo andare a dichiarazioni di esuberi». Nell’immediato i sindacati hanno chiesto a Fincantieri, che però non ha accettato, di considerare comunque l’ipotesi dei contratti di solidarietà che, «meglio della cassa integrazione riescono a tutelare il reddito dei dipendenti vista anche la prospettiva di dover rimanere in cassa integrazione per moltissimo tempo». Una prospettiva, quella dei contratti di solidarietà (nessuno a casa, lavorano tutti ma di meno) che per Fincantieri rappresenta un problema. Non è possibile infatti spostare alcune costruzioni, in certi cantieri la gente non saprebbe cosa fare. Senza contare poi il peso economico: la cassintegrazione viene garantita dallo Stato mentre nel caso dei contratti di solidarietà c’è la partecipazione dell’azienda. Un peso ecessivo per Fincantieri che vedrebbe compromessi i conti mentre oggi è un’azienda patrimonialmente sana.

Per la Fiom «è necessario aprire subito un confronto con il Governo, azionista di maggioranza del Gruppo, perchè così come è stata descritta la situazione la cantieristica pubblica non ha alcuna prospettiva futura».

«Inoltre – afferma il sindacato metalmeccanici della Cgil – è necessario che a livello locale si programmi un tavolo di discussione per capire, quando e se riprenderà il mercato, come sarà possibile difendere al meglio i cantieri della provincia genovese, Sestri con il ribaltamento a mare e Riva con investimenti strutturali».

Molto difficile la situazione in alcuni cantieri, i più esposti sono quello di Castellammare di Stabia e quello di Ancona, ciascuno con oltre 500 persone in cig, lancia l’allarme il segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati. «Per Castellammare questo significherebbe il quasi totale blocco del cantiere e per noi è inaccettabile. Bisogna trovare una soluzione che permetta il non totale arresto del cantiere. In parte Fincantieri ha risposto con minime possibilità di trasferte, ma questo non è sufficiente, va trovata una soluzione per una maggiore distribuzione. Inoltre è stato chiesto all’azienda di trovare una disponibilità economica per i lavoratori che sono da più tempo in cig».

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