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Sciopero generale in Portogallo: dichiarazione di Nicola Nicolos i Politiche europee

E’ in corso in Portogallo il settimo sciopero generale dalla Rivoluzione dei Garofani del 1975.

Si tratta del primo appuntamento unitario di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori portoghesi dal 1988 ad oggi e vede dunque protagoniste, assieme, la CGTP e l’UGT nella dura protesta contro la manovra economica voluta dal premier socialista José Socrates.

Il governo locale ha infatti congelato i salari – aumentando l’Iva su molti prodotti, tra cui i generi di prima necessità – e tagliato i servizi sociali in un Paese dove il salario minimo arriva malapena a 470 euro al mese. Con la loro lotta, i sindacati portoghesi rivendicano tra l’altro il pieno diritto alla contrattazione, tanto più che il 2010 è l’Anno europeo contro la povertà. E che le loro ragioni siano giuste e sentite profondamente nei luoghi di lavoro lo confermano le notizie che ci giungono in queste ore da Lisbona e dal resto del Paese:
tre treni su quattro sono fermi, la metropolitana della Capitale è bloccata, sul fiume Tage non partono i traghetti, a dimostrazione che lo sciopero è riuscito.
Ma la Cgil non si limita a solidarizzare fortemente con i lavoratori e il sindacato portoghesi, ma sottolinea, anche con rammarico, che la
mobilitazione di questi anni contro l’assoluta inadeguatezza del governo italiano non è stata unitaria: è significativo notare che abbiamo dovuto affrontare da soli, pur con grande consenso, gli stessi problemi che assillano il sindacato portoghese, e lo abbiamo fatto
ricorrendo tre volte allo sciopero generale, organizzando sette manifestazioni nazionali oltre ad innumerevoli iniziative di lotta sui
territori e nelle categorie, a cominciare dai settori metalmeccanico, Pubblico e della conoscenza. Inoltre, è stato significativo il nostro
contributo alla riuscita della mobilitazioni dei sindacati europei (Ces) del 29 settembre scorso contro le decisioni assunte dall’Ecofin a
maggio.
Noi intendiamo continuare su questa strada: il 27 novembre a Roma si svolgerà una grande manifestazione nazionale organizzata dalla
Cgil per denunciare il malgoverno e le drammatiche conseguenze della crisi economica nella vita dei giovani, delle donne, dei cassintegrati e di chi ha perso il posto di lavoro.

Crediamo così di contribuire anche all’unificazione delle lotte in atto nel continente, affinchè si possa affermare davvero il primato dell’Europa sociale e del lavoro.

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