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Grado, mobilitazione delle associazioni disabili per il Barellai

MERCOLEDÌ, 08 DICEMBRE 2010 – IL MESSAGGERO VENETO

Pagina 3 – Gorizia

Barellai, mobilitazione per l’apertura

Le associazioni provinciali dei disabili si preparano a “invadere” Trieste

In un incontro fra consiglieri regionali e sindacati emersa la preoccupazione che la struttura possa essere depennata dalla pianificazione sanitaria regionale

Le associazioni dei disabili della provincia di Gorizia si preparano a “invadere” Trieste, e in particolare piazza Oberdan, sede del consiglio regionale, per ribadire la necessità di una immediata riapertura dell’Istituto Barellai di Grado, struttura che da anni costituisce un punto di riferimento per le persone diversamente abili bisognose di cure riabilitative residenti a Gorizia e provincia così come nel resto del Friuli Venezia Giulia.

L’appuntamento è fissato per martedì mattina, alle 9.30. Un appuntamento che coinvolgerà tutte le associazioni dei disabili della nostra città, dell’Isontino e della regione, come conferma il dottor Massimo Colucci, fisioterapista coordinatore dell’Rsu aziendale Cisl-Fp di Ospizio marino: «Speriamo che possano essere presenti tanti cittadini, non soltanto persone con problemi di deambulazione che fanno parte delle associazioni, ma anche tanti goriziani, isontini, gradesi e corregionali che magari non hanno problemi di salute, ma che sono consapevoli di come l’Istituto Barellai rappresenti una fondamentale risorsa per tutti. Perché tutti, prima o poi, possono avere bisogno delle cure riabilitative che fino a luglio venivano erogate in quella struttura. Dalle 9.30 saremo lì per chiedere ai consiglieri regionali un impegno per riaprire il prima possibile».

La prolungata chiusura dei “Barellai” si sta infatti sempre più configurando come un ennesimo depauperamento per la sanità di Gorizia e provincia e i segnali che arrivano dalla Regione, a quanto pare, non sembrano dei più incoraggianti a dispetto della pubblicazione due settimane fa del bando di vendita che scadrà il 21 dicembre e che, negli auspici, dovrebbe consentire presto una riapertura. Nella programmazione sanitaria triennale della Regione, da qui al 2013, non sarebbero infatti inclusi i 20 posti letto dell’Ospizio marino gradese.

Un particolare che, appunto, non fa certo ben sperare in una riapertura vicina della struttura che, come si ricorderà, era stata posta sotto sequestro ed “evacuata” in luglio per il guasto all’impianto di condizionamento dell’aria. Questo aspetto è emerso, l’altra mattina, nell’ambito di una serie di incontri che ha visto una rappresentanza del “Barellai”, con lo stesso Colucci, a confronto con i consiglieri regionali Enio Agnola (Italia dei Valori), Roberto Antonaz (Rifondazione comunista), Gianfranco Moretton e Franco Brussa (Partito democratico). «Dall’incontro – ha riferito Colucci – è emerso che stando alla programmazione fino al 2013 non c’è traccia dei posti letto dell’Ospizio marino che sembra essere stato depennato dalla pianificazione sanitaria regionale. Ciò ci spaventa perché è come se ammettessero che a questo punto sono disposti a farne a meno».

Colucci nei giorni scorsi ha inviato richieste d’incontro con i capigruppo delle forze politiche in consiglio regionale, con l’obiettivo di sensibilizzare gli esponenti dell’assemblea sulla grave situazione dell’istituto riabilitativo, contattando ufficialmente anche la segreteria del presidente del consiglio regionale Franz. Secondo quanto si è appreso, è in fase di elaborazione una mozione che sarà presentata prima della conclusione dei lavori sulla finanziaria in modo da prevedere un accantonamento in grado di dare garanzie ai 61 lavoratori (qualora l’asta pubblica di vendita non andasse a buon fine), per i quali scade il 15 gennaio il periodo di cassa integrazione.

Piero Tallandini

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