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Sempre le solite caz- – -e…

 

Bono? Ma Bono a che?

Fincantieri, Bono: Troppo assenteismo
Monfalcone a rischio chiusura

«Bassa produttività, infortuni a raffica, perdite economiche: o si cambia o si chiude». Fincantieri, sfuriata dell’amministratore delegato. I sindacati insoergono.

Ma come?  Solo pochi mesi fa, all’ultimo varo si elogiava la produttività di Monfalcone…

Ecco che inizia di nuovo il solito teatrino, dopo una apparente pausa mediatica in attesa della fiducia al governo,  gli amministratori delegati iniziano a sparare sentenze cercando di instaurare un regime di terrore in stile fantozziano.

Quale lo scopo? Ma sempre lo stesso, togliere il più possibile, e riempirsi le tasche il più possibile; se tutto questo scateni loro anche picchi di libidine tale da spingerli ad irrefrenabili atti di auto-erotismo all’interno dei bagni aziendali non saprei, ma il sospetto è grande..

Funzionerà? Ma anche sì… Tanto almeno due operai su tre li trovi che vengano  a lavorare con 39,5 di febbre per paura di ritorsioni oppure che si mettano a saldare senza maschere ed aspiratori proponendo ragionamenti tipo ” Se spetto che rivi la maniga la nave chi la finissi? ”  ed intanto non solo lui, ma tutti quelli che gli stanno vicino, vengono immersi in una nebbia pestilenziale.

E poi parlano di infortuni….

Tutte cose vissute in prima persona.

Ah per la cronaca:

Sulla produttività
Quando questi si lamentano della produttività interna e mettono ad esempio gli stabilimenti esterni, sarebbe oppurtuno anche evidenziare le condizioni in cui questi super-cantieri lavorano — ammesso che siano vero che siano tanto super….—.
Un esempio? A Monfalcone si lavora a scafo aperto di inverno senza riscaldamento e a scafo chiuso d’estate senza aria condizionata. In pieno inverno mi capitava di dover mettere lana di roccia con temperature tra i -5 ed i -10, esposto a raffiche che sfioravano i 100. In Germania invece durante l’inverno le aperture dello scafo vengono sigillate e dal basso manicotti pompano di continuo aria calda; d’estate invece i manicotti vengono spostati in alto e pompano all’interno aria fredda. Ne avrei di altri esempi da fare, ma mi sto già dilungando troppo…

Sull’assenteismo
Questo dato mi sembra anche strano. Anche alla luce del fatto che la maggior parte dei lavori oramai viene sub-appaltato a ditte esterne. Se un operaio ‘esterno’ prova a fare l’assenteista ha buone probabilità di ritrovarsi senza la malattia pagata, perchè per qualche strana ragione i molti ‘padroncini esterni’ sono convinti che i soldi che versano all’inps siano loro e quindi provano a tenerseli. Non parlo di libretto in mano, perchè anche quello tendono a tenerselo comunque, sia che il lavoratore venga licenziato, sia che si licenzi, per evitare che vada a lavorare per altre ditte; pratica diffusa con i dipendenti stranieri.

Sugli infortuni
Ci sono sempre stati, con la stessa frequenza.
Abitualmente vengono sollevati carichi di parecchie tonnellate sopra i lavoratori; inevitabile? Beh se il carico viene fatto abitualmente sopra la passerella per accedere alla nave, anche no.
Inoltre a bordo lavorano una marea di squadre, ognuno appartenente ad una ditta diversa. C’è qualcuno che le coordina? Io non lo ho mai visto. C’è un capo-ponte che si limita a verificare le consegne, ed ogni tanto un sorvegliante che dà 2-300 euro di multa per chi viene beccato a fumarsi una sigaretta. A me è capitato di trovare cavi in tensione dove non doveva esserci, gente che mi saldava sopra testa all’improvviso, e di lavorare in anfratti in cui nessuno, al di fuori del capetto,  poteva vedermi e/o sapere che ero lì (es: ‘trunk’). Quindi niente da stupirsi se una portellone stagno si attiva all’improvviso stritolando un operaio…

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2 Risposte

  1. e un altro 100% da parte mia…

  2. Condivido al 100%!

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