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Solenne impegno morale di mantenersi fedele a tutti i doveri dello Stato militare!

“Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

(attuale formula del Giuramento dell’Arma dei Carabinieri)


Carabiniere in manette, è una talpa della ‘ndrangheta

L’appuntato, 46 anni e originario della Calabria, è stato arrestato dai suoi stessi colleghi. Ora si trova al carcere di Marassi ma presto verrà trasferito al Sud, dove si stanno svolgendo le indagini

carabinieriUn nuovo, controverso, provvedimento vorrebbe permetterne la vendita all’asta
I Carabinieri del comando di Genova Sturla avrebbero probabilmente potuto aspettarsi di tutto tranne che un loro collega, Carmelo Luciano, 46 anni e originario di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, fosse una “talpa” della ’ndrangheta di Rosarno presente sul territorio del capoluogo ligure.L’appuntato dei Carabinieri è infatti accusato di essere un uomo della mafia calabrese che in Liguria, come dimostrato dalle indagini dei mesi scorsi, ha non pochi interessi. In questi giorni Carmelo Luciano era ufficialmente in malattia ma l’uomo vive e lavora nella struttura di via Brigata Salerno dove oltre agli uffici ci sono anche molti alloggi delle forze dell’ordine. Il mandato di cattura è arrivato direttamente dalla procura di Reggio Calabria ma il 46enne, come solitamente accade con tutti gli arrestati tra le forze dell’ordine, non è stato portato nella struttura circondariale di Chiavari ma direttamente nel carcere di Marassi

Carmelo Luciano si trova ora in isolamento, lontano dagli altri detenuti, in modo tale da preservare la sua incolumità e probabilmente nelle prossime settimane verrà trasferito al Sud dove stanno conducendo le indagini. L’appuntato del Carabinieri avrebbe, secondo le prime indiscrezioni, avuto nello specifico più di un contatto con alcuni componenti della cosca Pesce: proprio nei giorni scorsi sono stati arrestati 24 affiliati al clan solo nel capoluogo calabrese.

Spetterà ora alle indagini stabilire se Carmelo Luciano fosse un semplice collaboratore infiltrato all’interno dell’Arma o avesse un ruolo più importante all’interno dell’organizzazione criminale. Gli inquirenti nel frattempo hanno già sequestrato alcuni documenti e oggetti di valore (tv, stereo etc.) che si trovavano nell’alloggio dell’uomo.


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