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Sacconi: “Disoccupazione tra giovani? Tra le cause anche i cattivi genitori”

Il ministro del Welfare ritiene che i ragazzi paghino il conto di cattivi maestri: “Li portano a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro”. Necessario rivalutare il lavoro manuale

La Repubblica, ROMA – Una delle cause della disoccupazione giovanile in Italia? Avere ‘cattivi maestri’ e ‘cattivi genitori’. Lo sostiene il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, secondo cui è necessario rivalutare il “lavoro manuale, l’istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale e magari non vedendo che un govane ha l’intelligenza nelle mani”.

I giovani, ha detto Sacconi parlando su Radio Rai 1, “sono certamente particolarmente esposti alla disoccupazione soprattutto perché pagano il conto di cattivi maestri e qualche volta di cattivi genitori, perché  distratti e cattivi maestri che li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro”.

Per il ministro la risposta “fondamentale” non può che essere “quella dell’investimento nelle conoscenze, nelle competenze, dalla scuola all’università, alla formazione che si deve realizzare in particolare dalla scuola al lavoro. L’orientamento delle scelte educative è un momento importantissimo. Noi cerchiamo di aiutarlo rafforzando le informazioni sul mercato del lavoro, un programma che realizziamo con le camere di commercio e che a regime ogni tre mesi su base provinciale darà informazioni sulle competenze attualmente e prospetticamente chieste dal mercato del lavoro”.

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3 Risposte

  1. L’intelligenza nelle mani… Se questo è un ministro?!

  2. Sacconi continua ad accusare tutti, in questo caso è arrivato ad accusare anche i genitori, ma non se stesso, visto che i figli di qualcuno trovano lavoro per raccomandazione, o si mettono in politica appoggiati da certi padri che pensano a loro.
    Certo che viviamo in un paese dove, esitono due società, una protetta e servita, dove la democrazia è bolscevica e il posto di lavoro cade dal cielo, una dove i giovani devono scontrarsi con una società ingiusta e assurda.
    I giovani di oggi si trovano a combattere con una condizione di studio progettato solo per pochi eletti e che non garantisce un futuro di lavoro, visto i tagli che sono stati fatti e che vengono protratti tuttora.
    Poi al momento di accedere al lavoro si trovano di fronte a moteplici situazioni di lavoro precario e mal pagato, con condizioni assudre, dove i diritto non esistono e mancano le elementari regole democratiche.
    Certo che accusare la società e non perndersi le proprie responasbilità è comodo e fuorviante, la politica oggi non pensa al futuro, oggi incerto e nebuloso della gioventù italiana, ma pensano solamente a sbarcare il lunario senza affrontare le problematiche che in futuro dovremo subire, una classe politica che preferisce scaricare il problea ad altri.
    Il problema oggi, Sacconi lo scarica alle famiglie, scordandosi che le stesse sono l’unica prospettiva esistente in questa società, ma il peggio è che esso non vuole ammettere del fallimento della sua idea di stato, che si basa solo sulla competizione e non lulla progettazione del futuro.
    Un comportamento che porteà delle problematiche ai nostri figli e che Sacconi intende scaricare su di noi, senza proporre soluzioni ma nemmeo prendersi le responsabilità che il suo ruolo gli compete.
    Termino dicendo che questo governo oltre a non saper governare, non ha nemmeno il coraggio di ammettere il proprio fallimento ideologico.
    AUGURI GIOVANI ITALIANI, VI ATTENDE UNA SOCIETA SENZA FUTURO E SPERANZA

  3. Ohilà, ma che economista all’avanguardia questo Sacconi: quindi sono superate quelle idee, così obsolete,così snob che per rilanciare il mercato del lavoro sganciandosi dalla produzione low cost dobbiamo diventare le menti della catena di produzione, quelli che progettano e coordinano lasciando il lavoro meno qualificato alla Cina et similaria! Oh bravo Sacconi, rimbocchiamoci le maniche e portiamo via questi giovani smarriti dalle università: tutte braccia rubate all’agricoltura!

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