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Finestra sul futuro

Quando pretendere il pane è reato e manifestarlo anche…

Riesplode la rivolta del pane

“Uccisi cinquanta manifestanti”

La polizia ha aperto il fuoco sulla folla a Tala. L’opposizione parla di decine di vittime e uno dei suoi leader chiede al presidente Ben Ali di ordinare alle forze dell’ordine di non sparare più. Ancora una vittima, la quarta, in Algeria.

Audio Caprile “In molti si danno fuoco”

NB: Il video sopra è linkato al sito de La Repubblica, non si trova su Youtube, quindi all’apertura bisogna tapparsi il naso e sopportare qualche secondo di pubblicità…

da La Repubblica, TUNISI – La Tunisia in fiamme. Mentre continuano gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Algeria , la rivolta del pane riesplode nel paese confinante. Almeno otto persone sono state uccise nei disordini scoppiati a Tala e a Kasserine, nella regione centro-orientale del Paese. In serata, un bilancio ufficiale diffuso dal governo parla di 14 morti in 24 ore. Ma secondo Radio Kalima, i morti sarebbero già cinquanta. E la protesta si estende in tutto il paese.

In questa drammatica situazione, uno dei leader dell’opposizione, Ahmed Nejib Chebbi, ha rivolto un appello “urgente” al presidente Zine Abidine Ben Ali affinché dia “immediatamente” alla polizia l’ordine di non sparare più “per salvare la vita a cittadini innocenti e rispettare il loro diritto a manifestare”. Deve “far cessare il fuoco”, ha detto il capo storico del Partito democratico progressista sostenendo che secondo attivisti del suo partito nelle due città la polizia “ha sparato sui cortei funebri”.

Ieri, dopo l’assalto a una banca e ad alcuni edifici pubblici, per la prima volta a Tala erano stati schierati i militari. Belgacem Sayhi, un sindacalista del comparto scuola, ha raccontato all’agenzia France Presse che nel centro della città la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti. Le vittime sono Marwan Jomni, 20 anni, Boulaaba Ahmed, 30 anni, Omri Mohamed, 17 anni, e Nouri Boulaaba, 30 anni, secondo quanto confermato da due fonti che hanno chiesto l’anonimato. Tra i feriti, sei sono in gravissime condizioni e sono stati trasferiti in un ospedale di Kasserine, il capoluogo della regione dove, in altri scontri, sarebbe stato ucciso un bambino di 12 anni. Quest’ultima notizia, però, non è stata confermata dalle autorità locali.

In Tunisia la rivolta contro il carovita 3 e la disoccupazione è iniziata il 17 dicembre dopo che un ambulante laureato si era dato fuoco a Sidi Bouzid per protestare contro la polizia che gli aveva sequestrato la merce.

La protesta contro il carovita continua anche in Algeria, dove negli ultimi giorni quattro persone sono state uccise e circa 800 persone, tra le quali 300 agenti, sono rimaste ferite. L’ultima vittima è un giovane centrato da un colpo di pistola ieri sera nella regione di Tiaret, 340 chilometri a ovest di Algeri, mentre insieme al padre tentava di salvare il loro bar da un attacco dei manifestanti. Le circostanze della sua morte restano tuttavia poco chiare: secondo testimoni e un senatore che ha richiesto l’anonimato, il proiettile che ha ucciso il giovane proveniva dalla pistola del padre.

La notte è stata tranquilla ad Algeri, anche se alcuni incidenti, riporta il quotidiano El Watan, sono avvenuti ieri pomeriggio e in serata nella periferia orientale, a Bordj El Kiffan e Ain Taya, dove i manifestanti hanno bloccato le vie principali con barricate.

Scontri sono avvenuti in Cabilia, nel capoluogo Tizi Ouzou, nei pressi di Bejaia, Boumerdes e Bouira, ma anche ad Annaba e Tebessa (est). Per la prima volta ieri sera, i giovani sono scesi in strada anche a Bechar e Maghnia, lungo la frontiera con il Marocco.

Intanto il governo ha annunciato nuove misure eccezionali adottate dal governo per ridurre i prezzi di olio e zucchero. Tra le principali disposizioni adottate dal consiglio interministeriale c’è “una sospensione ed esonero dei diritti doganali, di tasse e imposte” su olio e zucchero che permetteranno complessivamente di ridurre i prezzi del 41% i prezzi, ha reso noto un comunicato del primo ministro Ahmed Ouyahia, invitando produttori e distributori ad applicare con “urgenza gli effetti delle norme sui prezzi”. La sospensione di queste imposte sarà in vigore fino al 31 agosto, precisa la nota, e nello stesso periodo il governo definirà insieme agli operatori un sistema per “stabilizzare in modo permanente i prezzi di zucchero e olio”.

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Una Risposta

  1. NB: citazione dall’ audio/video del link
    “Disoccupazione ai massimi,corruzione ai massimi e soprattutto una impennata di prezzi che la povertà di queste persone non riesce assolutamente a fronteggiare(…)per contro una polizia feroce, un regime che nega l’esistenza stessa del problema, (…) e che prova a minimizzare dicendo che si tratta di poche centinaia di scapestrati”
    Vi ricorda qualcosa?

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