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Papa: educazione sessuale minaccia per la fede

No leggi per monopolio statale su scuola

CITTA’ DEL VATICANO – Nel suo discorso ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Benedetto XVI ha sottolineato di non poter “passare sotto silenzio” quella ha ha definito come “un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei”, là dove, ha spiegato, “é imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”.
Fornendo ai giornalisti alcuni chiarimenti al discorso di Benedetto XVI al Corpo diplomatico, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha spiegato che il riferimento del Papa ai corsi di educazione sessuale come “minaccia alla libertà religiosa” riguarda in particolare “quanto è accaduto in Spagna”.

NO A LEGGI PER ISTITUIRE MONOPOLIO STATALE SU SCUOLA – Per Benedetto XVI è “preoccupante” che il “servizio che le comunità religiose offrono a tutta la società, in particolare per l’educazione delle giovani generazioni, sia compromesso o ostacolato da progetti di legge che rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica, come si constata ad esempio in certi Paesi dell’America Latina”. “Riconoscere la libertà religiosa – ha detto il Papa durante l’udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede – significa anche garantire che le comunità religiose possano operare liberamente nella società, con iniziative nei settori sociale, caritativo od educativo. In ogni parte del mondo, d’altronde, si può constatare la fecondità delle opere della Chiesa cattolica in questi campi”. “Esorto tutti i governi – ha aggiunto – a promuovere sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a decidere circa l’educazione dei figli e che si ispirino al principio di sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta”

NB. per onestà riporto che il discorso comprendeva altri punti anche condivisibili quali:

  • PAESI M.ORIENTE GARANTISCANO SICUREZZA CRISTIANI, in effetti la sicurezza dovrebbe essere un diritto di tutti…
  • NO BANDO FESTE E SIMBOLI PER RISPETTO ALTRE FEDI, in effetti perchè togliere sempre? Pensiamo piuttosto ad arrichire che mutilare…
  • PAKISTAN ABROGHI LEGGE SULLA BLASFEMIA, beh… effettivamente…
Tuttavia certe uscite finiscono col offuscare e rendere sospetti punti di vista e posizioni tutto sommato ragionevoli…

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3 Risposte

  1. Caro Fabio, io invece sono cattolica praticante.
    Nulla nella scuola dev’essere basato sull’indottrinamento, ma la sessualità è fisiologia, non ideologia, è evidente per qualunque adulto informato .
    In ogni caso, se esistono dei corsi di educazione sessuale “indottrinanti”, vanno corretti e resi conformi ad un’educazione obiettiva e di base scientifica, non è certo eliminare la materia una soluzione.
    E’ un po’ come sostenere che, poichè c’è un movimento di insegnanti che predica nelle scuole il negazionismo dell’olocausto, è bene togliere la storia o renderla facoltativa.
    Quanto all’educazione dei genitori, è purtroppo risaputo che è perlopiù inesistente, senza contare che la materia scolastica è pensata per dare le informazioni che, di norma, le famiglie non hanno a loro disposizione (i medici rappresentano una percentuale piuttosto bassa della popolazione).
    Sarei invece interessata a sapere qualcosa in più sugli episodi da te citati riguardo la pillola distribuita all’insaputa delle famiglie, precisando che a 12-13 anni le allieve non sono affatto bambine, ma decisamente ragazzine: è l’età dello sviluppo ormonale, dovresti saperlo…o no? Mmmmh, mi sa che l’educazione sessuale è proprio utile!

  2. non sono cattolico praticante,ma il Papa ha avuto il coraggio di dire cio’che pensiamo in molti. La scuola
    non puo’ imporre i corsi di educazione sessuale se si basano sull’indottrinamento piuttosto che sulla informazione.In qualche paese succede che nelle scuole distribuiscono le pillole anticoncezionali a bambine di 12-13 anni all’insaputa dei genitori. I genitori hanno il primato delle’educazione dei propri figli.L’educazione sessuale deve essere facoltatica come l’ora di religione

  3. Il Ratz propone e dispone.
    Nel resto d’Europa nessuno se lo fila, purtroppo in Italia…..

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