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Non facciamioci vincere dalla paura

Diciamocelo con franchezza, oggi in una manifestazione molto partecipata, le fabbriche monfalconesi non brillavano per presenza, eppure la crisi tocca l’isonino come altre aree della regione. Un’analisi puntuale dovrebbe essere fatta rispetto lo stato dell’organizzazione territoriale, in particolare sulla necessità d’affrontare tappe impegnative come lo sciopero generale passando obbligatoriamente attraverso una campagna capillare di assemblee sito per sito, aprendo un confronto con i lavoratori sulle ragioni della mobilitazione.

La forza di queste ragioni sta, appunto, nella difesa della dignità del lavoro e della qualità della vita degli operai, in alternativa c’è un salto a ritroso di diversi decenni e l’annullamento di tutte le conquiste che le generazioni di operai precedenti alla nostra hanno ottenuto dopo enormi sacrifici.

In questo contesto la scarsa presenza di operai Eaton a Udine è un primo segnale d’allarme che sarebbe sbagliato ignorare.

L’avvio dell’impianto di Via Bagni, ancorché essere precario, non è una concessione caritatevole dell’azienda; se si smarrisce la percezione del proprio ruolo che ha creato le condizioni per ritornare a produrre valvole a Monfalcone, si rischia di vanificare tutto l’impegno profuso in questo due anni di lotte per il lavoro e la dignità di tutti e nel contempo si condannano quelli che loro malgrado sono rimasti fuori a rimanere inattivi ad essere definitivamente espulsi.

Senza timore di smentita, io rivendico ai lavoratori di Eaton il merito di essersi difeso, caparbiamente, il proprio posto di lavoro attraverso la volontà di non mollare e di essere pronti alla chiamata in produzione.

Tutto ciò, sia ben chiaro, non esaurisce la natura profonda e forse insanabile crisi del settore componentistico, che è legata al basso andamento del mercato automobilistico e della scelta di Eaton di delocalizzare parte rilevante della sua produzione dall’Europa Occidentale a quella Orientale; nessuno, quindi, neppure coloro che millantano sicurezza, sono al fuori da quest’amara realtà.

E’ per questo che occorre mantenere alto il livello di mobilitazione e combattività, visto che le ragioni della lotta non sono esaurite, superando la paura, in questo caso capibile, ma non giustificabile. AlPe      

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2 Risposte

  1. @Chickenfoot, ti ringrazio per la critica, ne farò tesoro, ma è la forza dell’abitudine, sinceramente non saprei fare in altro modo, ho sempre il timore che la semplificazione mi porti ad un’eccessiva banalizzazione dei temi.

  2. Caro Alpe, oltre a condividere pienamente quanto hai espresso, mi permetto di rivolgerti un piccolo appunto: hai scritto in modo esemplare, ma forse non tanto semplice e comprensibile per chi non possieda un livello culturale medio-alto

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