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Isontino: squilli di rivolta contro la TAV.

Da Info-action.net

Messaggero Veneto del 01/02/11

Alta velocità, il Wwf si mobilita

San Canzian. Sul progetto Tav presentato lo scorso 21 dicembre, molti cittadini, in particolare quelli le cui case sono considerate “ricettori sensibli” e particolarmente vicine alla linea di alta velocità, hanno chiesto di ripetere l’esperienza del 2003 quando il Comune assieme ai residenti aveva elaborato in modo congiunto delle osservazioni al progetto del Corridoio 5.

La richiesta è emersa nel corso dell’incontro organizzato sabato da Rifondazione comunista di Ronchi e a cui hanno partecipato Dario Predonzan del Wwf regionale e Giancarlo Pastorutti del Comitato No Tav della Bassa Friulana.

Per dare una prima risposta alla richiesta della cittadinanza, il Wwf sta predisponendo un fax simile di osservazione che nei prossimi giorni sarà disponibile sul sito internet regionale della associazione. Nei prossimi giorni verrà comunque fatta una richiesta, in primis, al sindaco del comune di Ronchi con un’apposita interrogazione affinchè da parte degli uffici comunali sia predisposto un minimo di assistenza tecnica per la compilazione e la formulazione delle osservazioni nei confronti dei cittadini coinvolti direttamente nella vicenda.

Il Wwf ha indicato come tra case e piccoli condomini, rustici e villette sono un migliaio gli edifici tra San Canzian d’Isonzo (253), Turriaco (10), Staranzano (8), Ronchi dei Legionari (290), Monfalcone (360), Doberdò (8) e Duino-Aurisina (66) considerati “ricettori sensibili”, unità abitative poste ad una distanza ravvicinata al tracciato della futura linea ferroviaria ad alta capacità e alta velocità Venezia-Trieste. Le schede di tutti i 995 edifici “sensibili” del mandamento monfalconese, con le foto delle relative facciate, l’indirizzo preciso, lo stato di conservazione degli infissi e, soprattutto, le distanze che li separano dalla futura infrastruttura, sono visionabili sul sito del Wwf del Friuli Venezia Giulia, che ha pubblicato i documenti di Rfi. Spulciando nell’elenco dei ricettori, tratto dallo Studio di impatto ambientale, si scopre così che la Tav sfreccerà a un tiro di schioppo da moltissime abitazioni: eloquenti i casi di via Rebez e di via Roma a San Canzian (molte le case poste a 30/40 metri dalla linea), ma anche di via San Vito a Ronchi dei Legionari (villette ad appena 35 metri, un condominio a 15 metri), fino a casi estremi come la casa in località Sablici posta a 15 metri dalla futura ferrovia o quella a 3 metri di via San Polo a Monfalcone. «Per non parlare poi – scrive il Wwf – di un luogo sensibile come l’ospedale della città mandamento, che offrirà a malati e ricoverati la speciale ebbrezza di veder sfrecciare i treni a 250 metri dai loro letti».

 Il Piccolo del 01/02/11

«Redipuglia sarà invasa dai camion»

FOGLIANO Anche Fogliano Redipuglia vuol vederci chiaro dopo che Italferr, per conto di Rfi, ha depositato il progetto preliminare “Nuova linea Av/Ac Venezia – Trieste: tratta Ronchi-Trieste”, dando così il via alla procedura di valutazione di impatto ambientale su questa grande opera. La questione viene posta da Ottavio Romano, consigliere di Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, il quale ricorda come tra la documentazione depositata di particolare interesse sia il documento intitolato “Studio di impatto ambientale–sintesi non tecnica”.

«Questo documento, obbligatoriamente previsto dalla normativa, si occupa, tra l’altro – sono le parole di Romano – di illustrare l’impatto ambientale dell’opera e le misure di mitigazione o compensazione previste per le criticità che emergono, sia per la fase della realizzazione dell’opera che per la successiva fase di esercizio. Come già abbastanza noto una delle maggiori criticità ambientali dell’alta velocità, per la tratta Ronchi–Trieste, è costituita dalla prevista realizzazione di un lungo tratto di galleria e conseguente escavazione del Carso da Selz di Ronchi sino alle porte di Trieste». Ciò comporterà la necessità di smaltimento di un’ingente quantità di terre e rocce da scavo. «Orbene, a pagina 44 del predetto studio – continua – si afferma che le terre e rocce da scavo non reimpiegabili nell’ambito dei lavori o per la produzione di calcestruzzi verranno conferite in 5 siti, espressamente individuati. E il sito di gran lunga più interessato a tale conferimento, è il sito della “cava attiva” di Monte Sei Busi, posta in Comune di Ronchi ma, come sappiamo, per la maggior parte posta a Fogliano Redipuglia, con un volume potenziale di deposito di 3.500.000 metri cubi».

E preoccupa come a pagina 41, infine, vengono illustrati i percorsi di collegamento individuati tra i cantieri e le aree di lavoro e i siti di conferimento delle terre da scavo, tra i quali si cita quello “lungo la bretella di collegamento tra la regionale 14 e lo svincolo autostradale di Redipuglia – Monfalcone Ovest e verso i siti di riambientalizzazione a nord di Redipuglia”.

«È immaginabile quindi – sono le parole dell’esponente dell’opposizione il traffico di mezzi pesanti che dovranno attraversare l’abitato di Redipuglia per conferire ben 3.500.000 di metri cubi di terre e rocce nella Cava di Monte Sei Busi. Secondo una successiva tabella, tale traffico viene previsto da un minimo di 30 a un massimo di 130 automezzi al giorno».

Per questo motivo Romano ha interpellato il sindaco al fine di sapere se questo corrisponde a quanto di sua conoscenza e di quali eventuali ulteriori elementi di conoscenza egli disponga. Si è anche rivolto al primo cittadino al fine di sapere se non si ritenga opportuno acquisire tutta la documentazione e di metterla a disposizione dei cittadini di Fogliano Redipuglia». (lu. pe.)

 

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