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Licenziamento etnico, l’ultima trovata della Lega Nord friulana

Cari amici,

L’ultima trovata di Narduzzi: una proposta di accordo sindacale  gestionale della crisi e relativa ristrutturazione alla Electrolux fondata su criteri etnico-nazionali: da licenziare prima i lavoratori stranieri!.

Confido che i sindacati  sapranno ricordare al Narduzzi che lo statuto dei lavoratori vieta ogni patto o atto discriminatorio fondato tra l’altro su ragioni razziali così come  vige un divieto di discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti rispetto a quelli nazionali per effetto delle convenzioni internazionali OIL cui l’Italia aderisce.

Sarebbe forse anche possibile tentare di sanzionare tali dichiarazioni a livello giudiziario, ritenendo che esse sostanzino la molestia a sfondo razziale  cioè un comportamento indesiderato adottato per motivi etnico-razziali che ha l’effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo ( art. 2 direttiva europea n. 2000/43 così come recepita con il d.lgs. n. 215/2003), non addirittura l’istigazione alla discriminazione quale fattispecie penale (legge n. 205/93). Se magari un giudice civile ritenesse che le dichiarazioni costituiscono una molestia razziale, l’autore potrebbe essere chiamato a pagare le spese legali e l’eventuale pubblicazione della sentenza su un quotidiano regionale. Perlomeno ne avrebbe un danno economico, che forse potrebbe fungere da deterrente…

Un cordiale saluto

Walter Citti

Asgi

Pordenone. Proposta choc della Lega:

«La Electrolux licenzi solo gli stranieri»

Il capogruppo in Regione si appella al sindacato e motiva

la proposta: «I nostri producono ricchezza da generazioni»

di Loris Del Frate

PORDENONE – La proposta è di quelle che faranno discutere, dividono e sollevano polemiche perchè per alcuni la linea di confine con la discriminazione si confonde, per altri è già superata. Ma Danilo Narduzzi, pordenonese di Roveredo in Piano, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, non ha dubbi: «Se proprio sarà necessario arrivare agli esuberi Electrolux, allora la scure dei tagli non si abbatta sui lavoratori pordenonesi. Se qualcuno deve andare a casa e perdere il lavoro, siano gli stranieri».

Dritto al bersaglio, senza tergiversare, il leghista apre anche un altro fronte e sulla sua proposta chiede alleanze. Pure al sindacato. «Mi rivolgo proprio alle organizzazioni sindacali e alla giunta regionale – spiega – per proporre un patto di solidarietà a tutela dei lavoratori. Naturalmente – va avanti – a iniziare dai cittadini locali. Non sarebbe ammissibile scaricare la crisi sulle spalle dei pordenonesi. Se proprio sarà necessario intervenire sugli organici – affonda – siano preservati i nostri concittadini».

Il capogruppo padano motiva anche la sua scelta abbassando l’asticella della tolleranza. «Tutti gli statisti, negli ultimi anni, hanno applicato lo stesso paradigma che punta alla tutela dei cittadini autoctoni: la differenza è che se lo fa Obama, si parla di una misura necessaria in tempi di crisi, se lo propone qualche altro soggetto si levano le solite accuse di razzismo. Chiedo ai sindacati di farsi portatori delle istanze dei nostri lavoratori. Dal punto di vista sociale è l’unica via percorribile».

Narduzzi auspica anche la collaborazione delle organizzazioni sindacali. «Cisl, Uil e Cgil e tutte le altre sigle sindacali formino uno schieramento compatto a difesa dei lavoratori italiani anche perchè le multinazionali, come da prassi ormai consolidata, si insediano in un territorio, ne prosciugano la forza lavoro e si trasferiscono poi in Paesi dove maestranze e manodopera costano meno. In pratica arrivano, realizzano lauti profitti ma, alla prima difficoltà, sono pronti a rifilare i costi sociali al territorio. È inaccettabile. Credo che su questo i sindacati e il mondo politico, indipendentemente dalla collocazione, debbano alzare la testa. I nostri lavoratori, che da diverse generazioni producono ricchezza per il Paese e per il nostro territorio, devono necessariamente essere tutelati. È chiaro che sarebbe auspicabile scongiurare qualunque ipotesi di licenziamento in termini assoluti – conclude Narduzzi – ma è altrettanto evidente che, se dovessimo arrivare a una razionalizzazione, non potranno essere i nostri lavoratori a subire i contraccolpi di questa crisi».

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3 Risposte

  1. Narduzzi traduce in modo rozzo un’idea che da decenni permea la destra, la quale a livello micro economico, ovvero localista, si schiera contro la globalizzazione, in piena contraddizione con la scelta macro economica di sostegno al liberismo.
    Narduzzi parla al suo elettorato indicando, nel senso vero della parola, il nemico nei lavoratori migranti, spostando l’attenzione dalle responsabilità del capitalismo sull’organizzazione del lavoro e quella sociale.
    Narduzzi è un neountore medioevale degno delle sue idee che appunto sono bloccate a quando si credeva che il Mondo fosse piatto.

  2. Guardando il profilo di Narduzzi scopro che è un insegnante, probabilmente di storia data la laurea… Mi vengono i brividi al solo pensare che sia stato concesso l’insegnamento ad un simile mostriciattolo sociopatico e decerebrato…

  3. Ci risiamo: non c’è limite alla più stupida e cieca ignoranza1 E la cosa più preoccupante è che simili proposte vengono supportate daun presunto “ragionamento” che viene poi fatto proprio da un ampio (ahimè) gregge di pecoroni belanti ed acefali

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