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Democrazia, ci vorrebbe un patentino

 

E’ già da un po’ di tempo che comincio a maturare l’idea che il suffragio universale così com’è non funziona: ci vorrebbe una patente per votare.

Per quel che ne sappiamo la democrazia è nata in Grecia, tutti i cittadini avevano il diritto di votare (sì lo so che donne, schiavi e stranieri no, ma non è questo il punto) ma per votare dovevano essere in grado di dimostrare di poterlo fare, dovevano conoscere molto bene le leggi,  e partecipare attivamente alla vita politica della città.

Adesso io non pretendo di concedere il voto solo ai laureati in giurispudenza o scienze politiche, ma quando vedo dei sociopatici che non vedono l’ora di dare sfogo ai loro più bassi istinti, dei decerebrati che si bevono qualsiasi pagliacciata e non sono capaci di un minimo di pensiero critico o autocritico, dei  vecchi con il cervello cristallizzato a 50 anni fa che votano senza aver mai letto un programma e penso che il loro voto ha lo stesso peso del mio e di quanti altri passano ore a leggere,  riflettere e valutare tutte le possibilità e conseguenze che uno schieramento o l’altro possano portare  beh, non posso che assumere un atteggiamento indisponente. Anche perchè il voto di questi soggetti mi sta rovinando l’esistenza.

Per questo credo che sarebbe il caso di instaurare un patentino per il voto, perchè il voto richiede maturità e consapevolezza. Un patentino da rinnovare ogni dieci anni, che si consegua con un banale test di educazione civica a risposta multipla, anche facile, ma che almeno attesti un minimo di buona volontà. Credetemi, sono fermamente convinto che, per quanto facile potesse essere il test, l’elettorato italiano calerebbe almeno del 30%, con una stima molto ottimistica.

A questo punto di solito si alza una voce dal coro che sostiene che io non ho rispetto per la maggioranza degli italiani ed il loro voto…ed io non posso che rispondere che è vero.

Chi tira fuori certi discorsi di solito parte dal presupposto che il rispetto sia qualcosa di dovuto.

Per me non è così.

Il rispetto si concede all’inizio per buona educazione, ma poi va guadagnato,  oppure perso.

Sinceramente io non posso provare rispetto per chi mi ha fatto subire quattro governi Berlusconi. (*) Perchè? Per chi lo ha capito non occorrono spiegazioni, per chi non lo capisce o non lo vuole capire non ci sono spiegazioni che possano servire…

 Note:
(*) Quando ho scritto questo articolo Renzi non c’era ancora; quello che penso è valido anche per lui. Lo so che tecnicamente non è stato mai votato, ma è anche vero che in successivi eventi elettorali (ammnistrative ed europee) la sua linea ed il suo schieramento sono stati legittimati, quindi…

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