• Commenti recenti

    Antonella su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Micaela su Come funziona il Lavoro Occasi…
    ilaria su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Albatro su Come funziona il Lavoro Occasi…
    giuseppe su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Nick Carter su Sobrietà e Austerità
    biobba2013 su Saracena, “l’acqua pubblica co…
    studiocoppi su Sobrietà e Austerità
    Nick Carter su 26.06.2015 Pensiero…
    Albatro su 26.06.2015 Pensiero…
  • Categorie

  • Archivi

  • Più cliccati

Pensioni, Corte europea con i gay “Pari trattamento per coppie di fatto”

Sentenza favorevole al ricorso di un cittadino di Amburgo che reclama i benefit aggiuntivi previsti per gli sposati. “Negarli equivale a discriminazione sulla base degli orientamenti sessuali”. La decisione costituisce un precedente valido per tutti gli Stati Ue

di ANDREA TARQUINI, La Repubblica

BERLINO – Se il sistema pensionistico di un paese membro dell’Unione europea prevede vantaggi e pagamenti addizionali di rateo per chi è sposato, allora questo vantaggio deve valere anche per le coppie di fatto. Negarlo vuol dire rischiare d’introdurre discriminazioni sessuali. La sentenza emanata dalla Corte europea di giustizia, che ha dato ragione a una coppia omosessuale della ricca Amburgo (la seconda metropoli tedesca) in causa contro le autorità della città-Stato, istituisce un precedente che sarà vincolante per tutti gli Stati membri della Ue.

La storia è la seguente. Le autorità previdenziali di Amburgo avevano rifiutato la richiesta di un dipendente della pubblica amministrazione di godere dal momento del pensionamento dei benefici supplementari concessi dal sistema pensionistico alle persone sposate. L’uomo lo aveva chiesto dichiarando il suo stato di fatto: viveva in coppia fissa e regolare con un altro uomo da oltre dieci anni. Secondo lui la sua condizione era da ritenere quella di persona sposata, ma le autorità gli avevano risposto di no sottolineando che solo chi vive in condizioni di matrimonio regolare può godere dei vantaggi pensionistici per gli sposati. Ma non le coppie gay o di fatto, appunto.

Il cittadino amburghese si è allora rivolto alla Corte di giustizia europea, la quale oggi gli ha dato ragione. La sentenza emessa oggi dalla Corte parla chiaro: “Una pensione supplementare pagata a una persona convivente di fatto, se è inferiore a quella

a pari età, anzianità di contributi eccetera, concessa a chi vive in un matrimonio regolare, può costituire un caso di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone coinvolte”.

La sentenza può avere profonde ripercussioni sulla gestione delle pensioni pubbliche e dei fondi pensioni in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, che adesso potrebbero vedersi costretti a pagare ratei più generosi, anche retroattivamente, alle coppie gay di fatto. La Corte europea di giustizia ha infatti detto esplicitamente che il cittadino amburghese in questione aveva pagato contributi per il fondo pensione uguali a quelli pagati dai suoi colleghi eterosessuali sposati, e che non è giusto che egli avrebbe ricevuto ratei più elevati se avesse sposato una donna invece che convivere con l’uomo che ama. La decisione della Corte europea di giustizia stabilisce un precedente, e adesso dovrà essere applicata in tutti gli Stati membri: “Il diritto a un trattamento uguale può essere richiesto da un individuo a ogni autorità competente”, dice ancora il verdetto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: