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Ecco gli angeli della monnezza “Ora basta, Napoli la puliamo noi”

Tam tam sul web e patti condominiali, si mobilitano i cittadini. Con scope e palette raccolgono rifiuti nelle piazze. E parte il riciclaggio “fai-da-te”. Ogni 10 giorni i ragazzi si autoconvocano su Facebook e scelgono una piazza cittadina da ripulire di CONCHITA SANNINO

Faccio notare che l’iniziativa è partita in modo operativo ai primi di maggio, più di due mesi fa. 

Anche questa è censura dei media, un bel modo per fomentare guerre tra poveri.

Uno dei tanti modi per far pensare che se Napoli è in quelle condizioni, in fin dei conti, è colpa non delle amministrazioni con l’aiuto della camorra, ma dei napoletani stessi…

che il Cielo li assista, perchè nient’altro mi sa li può aiutare, questi

NAPOLETANI BRAVA GENTE.

NAPOLI – Hanno messo le braccia al posto delle parole, quello che fa un piccolo risorgimento al suo primo varco. Hanno cominciato con una piazza, due scope e guanti spaiati da chirurgo. Ora sono duecento alle assemblee pubbliche e tremila soltanto su uno dei social network coinvolti, e hanno adottato quattro aree della città. A volte basta che sia uno a indicare: “La città è nuda”. Succede che, allo sbando, si trovino le forze.

Le forze si trovano non per un altro grido, ma per fare un passo e guadagnare ossigeno. Capita quasi sempre mentre stai per arrenderti o affogare. È un clic che stavolta muove Napoli, capitale incline alla sorda indolenza quando l’onda della crisi – si chiami rifiuti o degrado – diventa compagno promiscuo, intima violazione. E infine morso quotidiano a cui non si vuole offrire altra carne.

La cura diventa ripartire dal basso. Pulire prima una strada, poi una piazza, poi un’altra. Tirare le erbacce dagli interstizi insieme alle carte dai marciapiedi. Ridarsi appuntamento e fare un altro pezzo di “pulizia”. Da soli. “Senza partiti, senza padroni”. Quando finiscono, si passano la parola. Che poi è diventata un programma e una sigla felice, in due sillabe, buona per bambini, laureati e nonni: CleaNap.

Un’idea forte dietro la quale c’è la tenacia di un anziano libraio, Rino De Martino, custode ormai di Piazza del Plebiscito abbandonata. E, dopo, l’intuizione di una 27enne, Emiliana Pellone, una laurea in Organizzazione e gestione del patrimonio

culturale, una faccia alla Audrey Tatou, a cui piace ignorare che Napoli non sia il mondo di Amelie. E che dal suo blog, il 4 giugno lancia un appello: “Facciamolo noi, facciamo piazza pulita”. “Credo che ce la possiamo fare, solo se ci impegniamo tutti in prima persona – spiega Emiliana – . Alla fine basta poco, mi sono detta: una scopa, una paletta, un paio di guanti e tanta acqua pubblica, e si lava la faccia a un frammento di città. Avevo scritto ai miei amici di Facebook: “Perché non cominciamo con una forma di flash mob? Una performance, filmata e ripresa, iniziando da piazza Bellini, un posto fantastico che se fosse in altre zone del mondo sarebbe gremito di turisti. Se andasse in porto, potremmo “adottare” un luogo ogni 10 giorni. Jamme bell'”. Tipico preziosismo gergale, sta per: diamoci una mossa.

Larepubblica.it, 17 luglio 2011

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/17/news/ecco_gli_angeli_della_monnezza_ora_basta_napoli_la_puliamo_noi-19225103/

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