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Scuole, la protesta invade il centro e il Teatro Romano

Un gruppo di circa 300 studenti ha dato vita ad un corteo non autorizzato. Presidio finale sotto la Prefettura

di Giovanni Ortolani, Il Piccolo

“Scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu”. Rivolgendo questo invito a quanti si affiacciavano dalle finestre di uffici e scuole, circa 300 studenti degli istituti superiori hanno sfilato ieri mattina per le strade della città. Un corteo non autorizzato, nato spontaneamente per protestare contro gli sgomberi avvenuti martedì scorso.

I ragazzi sono scesi per le strade cittadine con lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla loro protesta. Un obiettivo centrato: per un’ora, a partire da mezzogiorno, si sono registrati numerosi disagi nella circolazione stradali. Problemi che, vista la natura improvvisata del corteo, hanno dato parecchio filo da torcere alla Polizia municipale: non c’era un percorso prestabilito, quindi per tutta la durata della manifestazione gli agenti hanno dovuto correre davanti alla testa del corteo per bloccare il traffico al suo passaggio.

C’è chi dice che l’idea del corteo sia partita dai ragazzi del Galvani. Altri, invece, sono sicuri che il tutto sia nato tra le aule del Nordio. Ma nel corteo c’arano anche numerosi rappresentati del Carducci e dal Da Vinci e al blitz hanno partecipato alunni di quasi tutte le altre scuole. La manifestazione si è svolta sotto lo sguardo di vigili, carabinieri e Digos.

Gli studenti sono partiti dalle loro classi poco prima delle nove. Per prima cosa hanno sfilato sotto le finestre dell’Oberdan e del Da Vinci, quindi, cellulari alla mano, hanno avvisato anche i ragazzi delle altre scuole, fino a radunarsi in piazza Vittorio Veneto, davanti al palazzo della Provincia. Da qui hanno proseguito per via Carducci e per via Roma, dirigendosi poi verso le Rive da dove hanno raggiunto piazza Hortis. Arrivati nella piazza, sono partiti i cori per richiamare in strada gli studenti del Nautico. Qualcuno è sceso e il corteo è ripartito alla volta del Carducci, dove la scena si è ripetuta. Da qui il gruppo ha raggiunto via del Teatro romano: i ragazzi hanno rallentato un po’ di fronte alla Questura, quindi hanno superato le transenne che delimitano il teatro. Un’occupazione simbolica durata meno di un’ora, durante la quale il corteo si è ridotto a più o meno centocinquanta manifestanti.

«Visto che le scuole vengono sgomberate, noi ora occupiamo le strade», ha spiegato una ragazza del Nordio. «Non è vero che c’è stato un dialogo con le forze dell’ordine – ha aggiunto Simone, uno studente del Carducci – perché la polizia pattugliava i dintorni delle scuole preventivamente e la Digos ha sgomberato le scuole senza lasciare agli studenti nemmeno il tempo di discutere».

Alle 14 i manifestanti hanno abbandonato il teatro e si sono avviati verso piazza Unità. Qui hanno improvvisato un sit-it nella speranza di essere ricevuti dal prefetto. Alle 17 erano ancora un centinaio i dimostranti seduti a terra. «Perché quest’anno, diversamente a quanto è accaduto in passato, è stato deciso di sgomberare subito tutte le scuole? Perché non ci lasciano i nostri spazi? Perché dobbiamo arrivare alla manifestazione non autorizzata per far sentire la nostra voce?». Questo avrebbero voluto chiedere gli studenti al Prefetto. Ma le loro domande, per ora, sono rimaste senza risposta.

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