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Forza d’Urto: La Sicilia è paralizzata

Ma  l’informazione nazionale “sta muta”!

A parte Il Fatto non si trova niente, nemmeno sull’ANSA,

La Sicilia è paralizzata da una rivolta epocale e nessuno ne parla:

Tutte le autostrade e strade di comunicazione fra paesi e città, il porto e le raffinerie sono bloccati. Paura eh?

Tir e “forconi’ paralizzano la Sicilia
Carburante quasi esaurito sull’Isola

di Giuseppe Pipitone, Il Fatto

Bloccano strade, ferrovie, porti. La protesta continuerà fino alla mezzanotte di venerdì prossimo, portata avanti da un movimento che raccoglie camionisti, agricoltori e pescatori. Categorie unite nella protesta dall’esponenziale aumento del prezzo dei carburanti. E al caro-gasolio per i padroni dei tir si aggiunge la crescita delle tariffe autostradali

A Palermo sono duecento e con quaranta mezzi pesanti stanno bloccando l’accesso alla strada statale per Sciacca. A Catania i presidi degli autotrasportatori si moltiplicano di ora in ora, e hanno interrotto quasi completamente la circolazione in tangenziale. A Messina hanno iniziato a scioperare i dipendenti marittimi, che hanno occupato il porto. A Gela sono migliaia, tra agricoltori riuniti in sit – in di protesta e blocchi di tir a guardia del petrolchimico dell’Eni.

Il secondo giorno di protesta del neonato Movimento dei Forconi sta letteralmente paralizzando la Sicilia. Gli improvvisati capi popolo del movimento – che annovera tra le sue fila soprattutto agricoltori e autotrasportatori – le avevano annunciate come “le cinque giornate di Sicilia”: una sorta di Vespri formato terzo millennio (leggi). Una manifestazione di massa contro l’aumento vorticoso del costo dei carburanti, le sempre più precarie condizioni lavorative nel campo dell’agricoltura, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata. In pochi ci avevano creduto veramente. Compresi i telegiornali che ieri hanno dato pochissimo spazio all’avvio del maxi sciopero che dovrebbe durare fino alla mezzanotte di venerdì. Stamattina però l’Isola si è svegliata in uno stato permanente d’assedio: bloccate le autostrade, le strade statali, le ferrovie e a breve saranno “congelati” anche i porti.

Oltre allo scalo di Messina anche a Termini Imerese il porto industriale e stato preso d’assalto dagli operai marittimi. A Santa Flavia, 20 chilometri a est di Palermo, la ferrovia è stata occupata da duecento pescatori arrabbiati per l’aumento del carburante per le imbarcazioni. Erano certi che il treno proveniente da Messina si sarebbe fermato. Invece il macchinista ha appena rallentato, i manifestanti si sono scansati per un soffio e la tragedia è stata appena sfiorata. Da stamattina la linea ferrata Palermo – Messina è stata comunque sospesa.

La zona più calda per ora è la parte orientale dell’Isola. A Gela lo stabilimento petrolchimico dell’Eni è off limits: passano soltanto i mezzi che trasportano medicinali e dopo parecchie ore di coda le automobili. Bloccati tutti gli altri automezzi. A Lentini, in provincia di Siracusa, lo sbarramento non è andato a genio ad un venditore ambulante che, estratto un coltello, ha ferito al volto un camionista che gli bloccava il passaggio.

Lungo le strade la temperatura sale di ora in ora. “A morte questa classe politica, come si è fatto con i francesi, con il Vespro. A raccolta tutti i siciliani per liberare la Sicilia dalla schiavitù di questa classe politica” gridano in coro i manifestanti di “Forza d’urto”, il gruppo più numeroso e acceso che costituisce il movimento dei Forconi. Che tra le sue file annovera anche l’Aias, il sindacato degli autotrasportatori che già nel 2001 aveva bloccato l’isola, associazioni ambientaliste e anche organizzazioni di studenti.

Già ieri però erano arrivate le prime critiche al movimento che si è più volte dichiarato lontano da qualsiasi partito. Sotto accusa è finito il leader dei Forconi Mariano Ferro, ex agricoltore con un passato nell’Mpa del Governatore siciliano Raffaele Lombardo. Proprio oggi però, proprio dalle parti di Catania, i Forconi hanno chiesto a gran voce le dimissioni del presidente della regione: “Lombardo ha tradito i siciliani – dicono alcuni manifestanti – li ha imbrogliati promettendo loro la defiscalizzazione della benzina”.

Più controverso invece il ruolo di Gaetano Bonanno, leader della sezione catanese di Forza Nuova, che è intervenuto alla manifestazione etnea dei Forconi il 15 gennaio. “Il Movimento dei Forconi, non è strumentalizzato da nessuna forza politica. Abbiamo più volte detto che il Movimento è apolitico e apartitico – scrivono i manifestanti sulla loro pagina Facebook – Certamente non possiamo impedire a nessuno di partecipare chiedendogli la tessera elettorale”. Una certa vicinanza di Forza Nuova al movimento siciliano però è certificata anche dall’appello di “pieno sostegno al Movimento dei Forconi” che i militanti del partito di Roberto Fiore hanno  diffuso su internet.

Nel frattempo i cittadini delle varie città siciliane potenzialmente “isolate” hanno iniziato a reagire alla protesta. Dopo aver sottovalutato il potenziale della manifestazione dei Forconi adesso si è aperta la corsa ai rifornitori di benzina: ci sono ancora tre giorni di manifestazione e il rischio di rimanere a secco ha allarmato i siciliani. O almeno quelli che non manifestano.

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2 Risposte

  1. Le solite ‘mavovre’ per screditare il movimento.Il ‘silenzio stampa’ prevedibile e ‘dovuto’, al potere costituito, pure quello. Ma tra tutte queste cose a dir poco scontate, un dubbio che ritengo legittimo: è un movimento ‘pilotato’ da qualche partito in declino? I nuovi ‘capi popolo’ se ricopriranno cariche politiche, come ho sentito in una intervista televisiva, sapranno destreggiarsi in quella melma o sarà l’ennesima delusione? Ci sono persone che del ‘pilotare’ e ‘vendere’ consensi ne hanno fatto una professione e non intendo solamente la ‘mafia’ o i partiti politici.

  2. Per la cronaca, secondo le mie fonti il movimento si è esteso anche in Calabria, lo dico perchè se aspettiamo qualcosa dai media…

    Sembra che il destino della Nazione, se non del pianeta, dipenda dalle vicissitudini di Schettino, adesso ci mettono pure la fighetta Moldava come dark lady…

    In compenso dall’Ansa non manca un titolo che asserisce: “Mafia tra i manifestanti”, chi si prendesse la briga di leggersi l’articolo scoprirebbe che si è trattata soltanto di un’ esternazione del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello…capirai.

    Normalmente in un titolo, l’asserzione dovrebbe apparire come – Lo Bello: “Mafia tra i manifestanti”-, invece casualmente la dicitura è cambiata. Coincidenza?

    Chissà quanti stupidotti che leggono soltanto i titoli domani dichiareranno ad alta voce “Eh c’è dietro la mafia, l’ho letto sul giornale!”

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