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La corda si è rotta?

Equitalia, alta tensione. Due molotov a Livorno

Scagliate contro sede una non è esplosa FOTO

ANSA LIVORNO  – Due bottiglie molotov sono state scagliate contro l’ingresso della sede livornese di Equitalia. Le fiamme hanno danneggiato l’esterno della sede che si trova al piano terra di un edificio in via Indipendenza, nel pieno centro della città toscana. E’ accaduto attono alle 4.30 di oggi. Sul posto, per le indagini, si trovano gli uomini della Digos di Livorno.

Una delle due molotov lanciate contro la sede di Equitalia a Livorno, in via Indipendenza, non é esplosa ed è stata recuperata dagli investigatori. Entrambe le molotov, secondo quanto appreso, sono state realizzate utilizzando bottiglie di birra e sono state lanciate attraverso la saracinesca a maglie del’ingresso della sede di Equitalia. Danni alla porta di ingresso, annerita la stessa saracinesca e i muri. I primi ad intervenire sul posto sono stati i carabinieri che hanno allertato i vigili del fuoco. Sul posto è poi intervenuta la digos. Sulla facciata del palazzo, proprio sotto le finestre della sede di Equitalia, compaiono anche scritte come ‘ladri’: sarebbero però vecchie e ricorrenti. C’é poi una scritta in rosso, “lotta continua”, che sarebbe invece nuova. A Livorno, il 5 gennaio scorso, si era già verificato un altro episodio contro la sede di Equitalia: era stata recapitata una lettera con un proiettile calibro 7.65. Nella missiva che l’accompagnava l’autore specificava di non avere nulla a che fare con le ideologie anarchiche e l’ipotesi degli investigatori fu che si fosse trattato di un gesto isolato. E’ sempre ai primi di quest’anno, ma l’episodio emerse solo il 26 gennaio, era stata scoperta una busta con un meccanismo a orologeria a carica manuale indirizzata all’Agenzia delle entrate di Livorno. Al momento comunque non verrebbe ipotizzato alcun collegamento con quanto avvenuto stamani.

Oltre alle due molotov, contro la sede di Equitalia è stato lanciato anche un petardo, che però non è esploso. Il petardo è di quelli che si trovano regolarmente in commercio. Gli investigatori stanno svolgendo accertamenti sui frammenti degli ordigni esplosi e sulla molotov ancora integra.

EQUITALIA SOTTO ATTACCO: PACCO BOMBA A ROMA, VOLANTINI BR – Equitalia e Agenzia delle Entrate sotto attacco, tra minacce di stampo eversivo, avvertimenti, contestazioni e vere e proprie aggressioni. L’episodio forse più inquietante, se non il più grave, è il pacco bomba spedito alla direzione generale di Equitalia, a Roma. Il plico conteneva poca polvere pirica e silicone, era senza innesco e secondo gli artificieri non poteva esplodere né incendiarsi, ma l’episodio ha suscitato allarme, considerato anche che solo di poco prima era la notizia della rivendicazione dell’attentato a Roberto Adinolfi, in cui i gambizzatori del Fai avvertono: “Potevamo colpire qualche funzionario di Equitalia”, ma “non siamo alla ricerca del consenso”. I due episodi, dunque, non sarebbero direttamente collegati, almeno in quanto a matrice, anche se “non c’é dubbio – dice un investigatore – che il clima in cui entrambi sono maturati, e gli ‘ambienti’, sono gli stessi”. Sul plico esplosivo, che recava solo il generico destinatario “Equitalia”, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo: nessuna pista viene esclusa, nemmeno quella del “gesto isolato”. Nello stesso ‘clima’ si colloca l’affissione, a Legnano (Milano), di quattro vecchi volantini siglati Br e con la stella a 5 punte: uno sulla targa di una sede dell’Agenzia delle Entrate, il secondo in una filiale dell’Inps e altri due all’esterno di una fabbrica. I volantini, senza riferimenti all’attentato di Genova o ad altre ‘vicende’ attuali, riportano alcune frasi di documenti brigatisti degli anni di piombo. Un quinto volantino è stato rinvenuto al centro polifunzionale della corrispondenza di Parabiago, non lontano da Legnano.

A Napoli, invece, un presidio davanti alla sede di Equitalia, in corso Meridionale, è degenerato in violenti scontri con le forze dell’ordine: 12 poliziotti e alcuni manifestanti sono rimasti feriti o contusi, il traffico è stato a lungo bloccato. Le circa 200 persone che protestavano contro Equitalia – giovani dei centri sociali, associazioni di disoccupati e non solo, che chiedevano la chiusura degli uffici in segno di lutto per i suicidi avvenuti dopo la consegna delle cartelle esattoriali – hanno prima dato vita ad un blocco stradale, poi hanno lanciato contro gli uffici finanziari petardi e uova piene di vernice “rosso sangue”. Infine, bottiglie, sassi, bottiglie e sacchetti della spazzatura sono partiti contro gli agenti schierati davanti agli uffici. La polizia ha risposto caricando e lanciando alcuni lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno replicato rovesciando i contenitori della nettezza urbana e partendo in una sorta di corteo. La situazione di tensione si è protratta per ore. Sette persone sono state denunciate per resistenza, lesioni aggravate, danneggiamento e blocco stradale.

A Melegnano, nel milanese, due ispettori di Equitalia sono stati aggrediti e malmenati dal titolare di un’impresa edile, in una lite scoppiata durante un controllo fiscale: l’uomo, un piccolo imprenditore incensurato, è stato denunciato. In provincia di Viterbo, infine, un imprenditore settantenne pieno di debiti e con l’azienda dichiarata fallita ha minacciato di uccidere gli impiegati della locale Agenzia delle Entrate: “ormai sono rovinato. Ora vado là con la pistola, uccido tutti e poi mi ammazzo”, ha detto con una telefonata a un sindacalista della Uil. La Digos ha così fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo e lo ha denunciato per procurato allarme. Nella casa non sono state trovate armi. Equitalia – i cui vertici, insieme a quelli dell’Agenzia delle Entrate, si incontreranno giovedì con il premier Monti – definisce “inaccettabile” e “superficiale” scaricare su di essa la responsabilità dei suicidi, anche perché, avverte in una nota, “il sensazionalismo alimenta la violenza”.

Scagliate contro sede una non è esplosa FOTO

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