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I precari snobbano i prestiti di Palazzo

La Regione, con Mediocredito, garantisce un aiuto per l’acquisto di beni. Ma 9 milioni su 10 sono rimasti inutilizzati

Capito come ragionano? Per loro ‘aiuto’ significa aiuto ad indebitarsi, mah…

di Elisa Coloni, Il Piccolo

TRIESTE. I precari “snobbano” i mini-prestiti targati Mediocredito per l’acquisto di beni di consumo durevoli. Nel 2011, infatti, sono stati solamente in 16 a richiedere e usufruire dei finanziamenti previsti dal Fondo regionale di garanzia per l’accesso al credito da parte di lavoratori precari, costituito in seno al Mediocredito. Uno strumento che permette a chi deve acquistare un’automobile, un computer o i mobili di casa, e si trova spesso le porte delle banche chiuse in faccia perché senza stipendio fisso, di ottenere un prestito attraverso la garanzia del Mediocredito. Una forma di sostegno che sembrerebbe cucita addosso alla maggior parte dei giovani lavoratori d’oggi, ma che pare invece aver fatto flop: dal 2007 ad oggi sono stati infatti utilizzati solo 1,1 milioni di euro a disposizione del Fondo, e 9 ne rimangono inutilizzati.

Il flop del fondo I numeri sull’andamento del Fondo li fornisce l’assessore regionale al Lavoro Angela Brandi, che l’altro ieri ha portato in giunta per l’approvazione il rendiconto annuale del Fondo. Le cifre parlano chiaro: la misura adottata nel 2007 dalla precedente giunta non funziona come previsto. Sono stati infatti solo 16 i lavoratori che nel 2011 ne hanno usufruito. Complessivamente, dall’inizio dell’operatività del Fondo sono stati stipulati 310 contratti e rilasciate garanzie per 1milione e 164mila euro. Una minima parte rispetto alla dotazione complessiva del Fondo, in cui rimangono “parcheggiati” e disponibili 9 milioni di euro.

Strumento valido Lo strumento non piace? Oppure non è conosciuto abbastanza? Per Angela Brandi vale la seconda. «La garanzia al credito ai lavoratori precari offerta dalla Regione – spiega – rappresenta uno strumento che, specialmente in questo momento, può risolvere i problemi di quelle persone che essendo prive di un contratto a tempo indeterminato trovano un ostacolo nell’ottenere un finanziamento dalle banche. Per questo, in virtù anche dei pochi fruitori del servizio, faccio appello affinché le persone potenzialmente interessate siano consapevoli di questa opportunità».

Come funziona l’iniziativa Se si ha bisogno di un prestito ci si può rivolgere direttamente a una delle banche convenzionate con Mediocredito (sono quelle del territorio, le Bcc, FriulAdria, Banca di Cividale e Friulcassa) e chiedere l’intervento del Fondo e il finanziamento. La banca convenzionata trasmetterà la domanda di garanzia al Mediocredito che, in presenza dei requisiti richiesti, concederà la garanzia.

Tipologie di prestito I finanziamenti possono essere erogati per rispondere a tre esigenze. In primis per l’acquisto di beni di consumo durevoli: qualsiasi bene mobile (anche usato) utilizzabile più volte e dal costo minimo di 300 euro. L’importo della garanzia che può essere concessa per tale tipologia di finanziamento varia da un minimo di 4.950 a un massimo di 15.030 euro. L’acquisto deve avvenire in data successiva a quella di presentazione della domanda e comunque entro novanta giorni dalla data di erogazione del finanziamento bancario. La seconda forma di finanziamento (che varia da un minimo di 990 a un massimo di 3.060 euro) può essere concessa a chi ha bisogno di credito immediato, senza che ci sia l’esigenza di acquistare uno specifico bene. Infine, la terza formula: l’importo della garanzia (massimo 3.060 euro) può essere concesso come anticipazione del trattamento di cassa integrazione.

Requisiti richiesti Possono richiedere l’intervento del Fondo le persone maggiorenni, residenti in Fvg, che non esercitano attività d’impresa. I richiedenti devono essere lavoratori precari, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di lavoro intermittente, di inserimento, a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, di somministrazione di lavoro a tempo determinato. Inoltre devono aver prestato, per almeno dodici dei ventiquattro mesi precedenti alla presentazione della domanda, attività di lavoro dipendente, assimilata o autonoma, e devono aver conseguito un reddito complessivo non superiore a 24mila euro. L’iniziativa è rivolta anche a chi risulta disoccupato o sospeso dal lavoro.

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Una Risposta

  1. Viviamo in un sistema folle dove non solo incitano la gente ad indebitarsi, ma considerano normale per una nazione ricoprirsi di debiti e così cedere la sua sovranità ai creditori… Qualcuno urlava che con l’eruro ci saremmo rovinati… aveva ragione, ma non nel senso che credeva: con l’euro abbiamo (come nazione) creduto di poter continuare a spendere a volontà… molti hanno ululato maledizioni contro un parlamento europeo che veramente governasse e nel medesimo momento svendevano la nostra sovranità nazionale alle banche… mooolto intelligente!

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