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Jindal: «Via Sertubi ma vogliamo aprire un’altra azienda»

«È pacifico che nel medesimo giorno in cui chiude la Ferriera, e quindi ben che vada nel 2015, termina anche la produzione di tubi alla Sertubi»

di Silvio Maranzana, Il Piccolo

Leonardo Montesi, amministratore delegato di Jindal Saw Italia, azienda che ha affittato per cinque anni il ramo d’azienda “tubazioni” di Sertubi e che attualmente ha 180 dipendenti su un totale di 208 in cassa integrazione ordinaria, è estremamente chiaro all’indomani del consiglio di amministrazione che ha certificato la pessima situazione economica della società. Al 31 luglio la perdita di periodo è pari a 8,9 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 2,4 milioni di risultato negativo registrato al 31 dicembre 2011. «La perdita di periodo – sottolinea in una nota lo stesso ad – è stata già in parte coperta dall’azionista con un versamento in conto futuri aumenti di capitale di 8,5milioni.» Il consiglio di amministrazione si è comunque chiuso in modo drammatico con il mandato all’ad di redarre un piano di riorganizzazione dell’attività.

Che significa? A margine Montesi è molto più esplicito: «Il destino di Sertubi è segnato. Senza la ghisa della Ferriera non possiamo produrre i tubi. Potremmo fondere con il nostro forno elettrico, ma ciò risulta estremamente antieconomico. Ce la faremmo a stare sul mercato soltanto se il governo ci applicasse forti sconti sull’energia elettrica, ma potrebbe farlo solo a una filiera di aziende, cioé se anche la Ferriera restasse in vita. Sappiamo però che così non sarà. Presto dunque a Trieste non si produrranno più tubi». Forse però non è questa l’anticamera della tragedia. «L’indiana Jindal è sbarcata in Europa e intende restarci e considera la zona di Trieste strategica per i suoi business futuri», annuncia per la prima volta Montesi anche se c’è chi, scottato dalla sua manifestazione d’interesse verso la Ferriera poi non seguita da alcun fatto, non gli dà eccessivo credito. «Di certo non faremo più attività di fusione – spiega Montesi – ma potremmo insediare in loco un centro di distribuzione, non solo di tubi, per tutta l’Europa, o comunque diversificare a Trieste le nostre attività». Va rilevato che Jindal Saw Italia è la filiale europea del gruppo indiano Op Jindal, conglomerato industriale attivo principalmente nella produzione di tubazioni e di energia elettrica e con sussidiarie impegnate in molteplici settori, tra cui siderurgia, infrastrutture, minerario, oil&gas. Intanto la crisi del mercato ha fatto sì che le vendite di tubi quest’anno si siano fermate, al 31 luglio, a 17mila tonnellate a confronto delle 31mila previste a budget. La produzione nei primi 7 mesi dell’anno si è attestata a 6mila tonnellate contro le 13mila degli ultimi cinque mesi del 2011. «Il piano – dice la nota dell’azienda – non potrà prescindere dalle prospettive del mercato e da una valutazione sul futuro riservato alla Ferriera di Servola.» «Ma questo precipitare della situazione con lo stop alla Ferriera che potrebbe essere vicinissimo fa male anche a noi e rende incerto il traghettamento dei nostri dipendenti verso una nuova realtà industriale», precisa l’amministratore delegato che conferma di non essere stato invitato al Tavolo che domani alle 11 in Regione dovrà valutare le ipotesi di riconversione del Polo siderurgico.

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  1. Thanks for finally writing about >Jindal: «Via Sertubi ma vogliamo aprire un’altra azienda» Il Lato Sinistro <Liked it!

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