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I Miei Dubbi sull’ Ilva

Sull’ introduzione ad un articolo sul Fatto leggo:

“Mentre il presidente del cda raccontava in tv che a Taranto “non c’è una situazione più grave rispetto a tante altre zone d’Italia” (leggi), l’Arpa formalizza il suo “no” alla concessione dell’autorizzazione integrata ambientale. E nelle stesse ore, in una scuola del rione Tamburi, vicinissimo al siderurgico, i bambini devono lasciare le aule a causa del forte odore di gas che fa lacrimare gli occhi..”

A seguito della lettura, mi vengono in mente una serie di pensieri e so già che non saranno popolari:

Mi è venuto in mente che un “forte odore di gas che fa lacrimare gli occhi” è presente praticamente ogni giorno, presso la zona della Siot di Trieste, ma di sera, quando le scuole sono chiuse…

Mi è venuto in mente che in tutte le interviste ed articoli che ho letto, gli operai Ilva attaccavano magistratura, “ambientalisti intellettuali”, Governo ed Istituzioni, ma non una sola parola contro il loro ‘padrone’.

Mi è venuta in mente una intervista in cui  un operaio definiva se stesso ed i propri colleghi come ‘soldati’, non operai, perchè hanno fatto fruttare l’azienda sopportando di tutto, da condizioni di lavoro estreme a centinaia di infortuni…

beh, sinceramente,  la definizione che a me viene in mente per persone che accettano simili condizioni di lavoro, che vanno avanti a respirare veleno, tollerano  infortuni e magari morti bianche e tutto questo per 4 euro non è certo di soldati…

La triste realtà è che i lavoratori dell’Ilva sono complici.

Chi per paura, chi per qualunquismo, chi per ignoranza, comunque sono tutti complici.

Senza l’intervento della magistratura (e chissà come e perchè si sia mossa proprio ora) avrebbero continuato a lavorare in condizioni anche peggiori. Non avrebbero mosso un dito prima, nè per la propria sicurezza nè per quella degli altri.

E questo per quanto? Per 1500, forse 2000 euro mensili nel migliore dei casi, sono disposti a passare sopra qualsiasi cosa, vita, salute , figli e  lavoro degli altri.

La cosa peggiore è che hanno fatto pagare questa situazione anche a coloro che con l’Ilva non c’entrano niente. Mi chiedo quante famiglie abbiano sopportato patologie legate all’Ilva e quante aziente limitrofe abbiano subito danni come gli allevatori di cozze. Adesso stanno in silenzio, credo per paura; 30.000 dell’Ilva  sono tanti  (ma mai contro il padrone)

PS:  per essere proposivo, l’unica soluzione sensata che io vedrei, è che lo Stato con un provvedimento eccezionale obblighi ‘il padrone’  a tirare fuori i soldi per ritrutturare lo stabilimento sul modello di quello Coreano (leggi) e che la forza lavoro impiegata nella ristrutturazione sia quella dell’Ilva.

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3 Risposte

  1. Come ti capisco… 😦

  2. operaio Ilva!

    concordo, ma non siamo tutti così!

    ma in un branco di caproni che accetta di
    dove vige non la fame ma l’ignoranza è difficile farsi sentire!

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