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Salviamo FNAC

Chi ne parla? Chi sa?

Un sentito ringraziamento a Manuel Agnelli ed a tutti gli Afterhours che hanno permesso, almeno a me e tanti altri come me, di venire a conoscenza del caso tramite il loro account Fb.

 

 

Il Sole 24ORE  26 settembre 2012

Fnac verso l’addio all’Italia: a rischio

600 dipendenti. Sabato a Napoli

manifestazione di protesta

di

«Ppr è uno dei leader a livello mondiale. La nostra ambizione è quella di aiutare le persone a esprimere, realizzare e divertirsi attraverso i nostri prodotti….. »: questi alcuni passaggi di uno dei claim che campeggia su una delle pagine principali del sito appunto di Ppr, sotto il volto del presidente e amministratore delegato François-Henri Pinault. Chissà se la pensano così anche i circa 600 dipedenti – tutti tra i 30 e i 35 anni – in odore di licenziamento di Fnac Italia, catena di editoria, musica ed elettronica che appartiene alla multinazionale francese del lusso che, tra l’altro, detiene marchi quali Gucci, Yves Saint Laurent, Brioni, Boucheron, Girard-Perregaux, Puma e Bottega Veneta tanto per fare qualche esempio.

Una multinazionale che ha chiuso il 2011 con 12,2 miliardi di fatturato, 1,6 miliardi di risultato operativo ricorrente, 1,1 miliardi di utile netto e qualcosa come 47 mila dipendenti. Da inizio anno si rincorrono voci di una ritirata del brand Fnac (con relativa chiusura dei cinque store in Italia: Milano, Roma, Firenze, Torino e Napoli; ma con mantenimento dei punti vendita oltre che in Francia anche in Belgio, Spagna, Portogallo, Brasile, Grecia, Svizzera, Marocco e Taiwan) e del relativo licenziamento di tutto l’organico entro la fine di quest’anno.

La ragione starebbe nella necessità di un riassetto su scala mondiale del gruppo a causa della crisi che comunque anche la multinazionale del lusso sta accusando (i dati sulla pesante flessione dei consumi diramati in questi giorni dall’Istat ne sarebbero una conferma). E anzi, nonostante due incontri tra azienda e sindacati (a febbraio e luglio scorsi), la situazione non appare mutata, ne sono arrivate smentite “confortanti” a tal proposito.

Un primo allarme sulla sorte della catena in Italia fu lanciato precisamente il 13 gennaio scorso dagli stessi dipendenti. Che adesso rilanciano l’allarme con una nota a cui anche questa volta non è arrivata replica da Ppr: «I dipendenti di Fnac Italia – si legge – non hanno ricevuto alcuna informazione sulla loro sorte e su quella dell’azienda e si avvicina sempre più la scadenza del 31 dicembre, data entro cui sarà presa una decisione sul destino dei dipendenti». Per questa ragione, il prossimo sabato 29 settembre, si terrà a Napoli (nell’ambito delle iniziative per la Notte Bianca del commercio) un presidio di protesta – che segue quelli di Milano, Roma, Firenze e Torino messi in atto nei giorni scorsi- davanti allo store partenopeo che ha sede nel quartiere collinare del Vomero.

Lo slogan scelto per la manifestazione sarà «Salviamo Fnac, il lavoro per noi non è un lusso», in riferimento, appunto alla proprietà Ppr. Al fianco dei lavoratori, Cgil, Cisl e Uil che lo scorso 11 settembre hanno inviato una lettera a Fnac Italia in cui si chiede un incontro «urgente» e annunciano uno sciopero nazionale qualora non si abbiano «risposte e chiarimenti entro la fine di settembre».

Una Risposta

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