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Eaton dimezzata: 110 verso la mobilità

«L’azienda sta valutando un piano», conferma la Provincia. Fim e Fiom annunciano battaglia: «Non firmeremo nulla»

Albatro icon  Certi direttori e dirigenti di azienda mi fanno proprio pena, si credono tanto furbi e potenti nell’intraprendere certe iniziative, ma in fondo sono squallide marionette senza anima, buste di carta con dentro qualche banconota. Valgono poco e chi li paga li considera ancor meno. (N.d.r.)

di Giulio Garau, Il Piccolo

Centodieci licenziamenti alla Eaton di Monfalcone, scatteranno alla della cassa integrazione che termina a metà aprile: dal giorno dopo inizierà la mobilità, il tunnel finale che accompagna all’uscita i lavoratori che vengono “messi sulla strada”. Una tempesta che era nell’aria e su cui giravano voci e che ora si abbatte come un fulmine sul tessuto produttivo isontino nel pieno di una crisi economica gravissima, il primo del 2013. Una crisi che investe soprattutto il settore dell’automobile, quello dove lavora la Eaton che realizza valvole per le principali marche (da Fiat a Volkswagen fino a Citroen e Peugeot) e che ora avrebbe deciso di dimezzare il suo organico a Monfalcone che attualmente è di circa 230 dipendenti.

Non c’è in realtà ancora nulla di deciso, l’azienda però, ha preso contatti con le istituzioni, tra queste la Regione e ha preannunciato un piano di ridimensionamento alla Provincia di Gorizia. «Mi hanno chiamato venerdì scorso – conferma l’assessore al lavoro, Bianca Della Pietra – siamo stati contattati per l’accordo nel mantenere la correttezza dei rapporti vista la delicata situazione dell’impianto produttivo. I dirigenti mi hanno annunciato che stanno valutando la strada della mobilità per 110 dipendenti in vista della scadenza della cassintegrazione straordinaria. C’è stata infatti una ristrutturazione, lo stabilimento è stato adeguato sul fronte della sicurezza e sono state ammodernate alcune linee produttive, un passo che potrerebbe alla riduzione dell’organico».

L’assessore provinciale è molto preoccupato: «Si tratta di una botta pesante per il tessuto produttivo isontino già provato dalla crisi economica, l’ho fatto presente e attendo ora di avere un incontro con l’azienda».

Provincia allertata, sindacati no e proprio sul fronte sindacale si apre una grave frattura: Fim e Fiom annunciano accusano la Eaton di scorrettezza per non essere stati avvertiti e annunciano battaglia sugli esuberi. «È grave quanto è avvenuto – attacca il segretario della Fiom, Thomas Casotto – le voci giravano da tempo, ma l’azienda non ci ha comunicato nulla ufficialmente e i dipendenti sono stati tenuti all’oscuro. Aspettavamo anche un incontro ai primi di febbraio. La possibilità di una riduzione ci era stata ventilata, ma l’ipotesi era di una mobilità su base volontaria. La Eaton in questo periodo ha avuto tutto quello che ha richiesto, dalle agevolazioni sulle tasse e i benefici fiscali alla cassintegrazione in deroga grazie alla Regione che si è spesa per gestire quesa crisi. Anche da parte sindacale c’è stata la totale disponibilità e abbiamo accettato la flessibilità per i lavoratori. Non è possibile ora, solo perchè è un gruppo americano, che la Eaton faccia quello che vuole. Ci sono altri strumenti come ammortizzatori sociali e anche i contratti di solidarietà. Il territorio non è in grado di assorbire 110 licenziamenti, non firmeremo nulla». Sulla stessa linea il segretario Fim, Gianpiero Turus: «Questo atteggiamento va a minare le relazioni sindacali, e dire che è stato fatto di tutto in questi cinque anni per mantenere in piedi lo stabilimento: non abbiamo fatto il contratto integrativo, abbiamo concesso tutta la flessibilità possibile e ci sono state rinunce salariali. L’azienda ora non può cambiare registro e se è così vuol dire che ognuno si assumerà le sue responsabilità».

Una Risposta

  1. NON LASCAITE ANDARE VIA I MACCHINARIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII VE LO DICO COL CUORE E IN MAIUSCOLO!!!!!
    dany, ex eaton massa

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