• Commenti recenti

    Antonella su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Micaela su Come funziona il Lavoro Occasi…
    ilaria su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Albatro su Come funziona il Lavoro Occasi…
    giuseppe su Come funziona il Lavoro Occasi…
    Nick Carter su Sobrietà e Austerità
    biobba2013 su Saracena, “l’acqua pubblica co…
    studiocoppi su Sobrietà e Austerità
    Nick Carter su 26.06.2015 Pensiero…
    Albatro su 26.06.2015 Pensiero…
  • Categorie

  • Archivi

  • Più cliccati

    • Nessuna

L’Itis risparmia sull’acqua in bottiglia

La denuncia della Confsalt: la decisione della direzione motivata con il costo eccessivo, ben 50mila euro al mese

di Ferdinando Viola, Il Piccolo

Albatro icon Dunque facciamo un po’ di conti, l’Itis ha 411 posti letto, un anziano non beve più di 2 litri al giorno, una bottiglia da 2 litri naturale  costa circa 20 cent, che moltiplicati per 411 fanno 82,2 euro al giorno, che moltiplicati per 30 fanno 2466 euro al mese. Anche considerando le spese di trasporto dove saltano fuori 50.000 euro al mese? Patetici…

Si risparmia su tutto, anche sull’acqua in bottiglia. Quella del rubinetto non manca. Ma per una persona anziana girare in carrozzina con una caraffa d’acqua non è il massimo… L’Asp/Itis, Azienda pubblica di servizi alla persona, il cui nuovo Consiglio di amministrazione è stato rinnovato il 20 dicembre scorso – composto da Erica Mastrociani (presidente), Fabio Fonda (vicepresidente), Giovanna Del Giudice, Maila Mislej e Franco Russo e con Fabio Bonetta riconfermato Direttore generale – ha motivato la decisione con il costo troppo pesante, 50mila euro al mese. La denuncia arriva dalla Confsalt che ha pronto un esposto che sarà inviato al Giudice del lavoro. A parte l’acqua, il sindacato autonomo denuncia «una situazione grave» per i lavoratori della Cooperativa sociale Kcs alla quale è affidato il servizio. Si tratta di 29 infermieri complessivi tra full time o part time, pochi dei quali arrivano alle 164,80 ore mensili contrattuali.

«La mancanza di un servizio programmato di reperibilità di personale pronto ad entrare sul lavoro in caso di emergenze – afferma Salvatore Sannino, dirigente sindacale e infermiere all’Itis – ci costringe, nonostante le leggi della sicurezza sul lavoro lo vietino, a rientri massacranti in servizio in doppio turno che viene affidato ai lavoratori più deboli, quelli con contratto a termine, i più ricattabili. È ovvio che questo va a discapito sia della sicurezza degli ospiti che del lavoratore stesso. Non c’è bisogno di essere dei super esperti in materia per comprendere che più ore consecutive si è impegnati in un contesto lavorativo difficile come il nostro, più è facile commettere degli errori. E sbagliare in un campo così delicato come quello dell’assistenza agli anziani, a portatori di handicap, ai diversamente abili, ai portatori di Alzheimer o di demenza senile può essere pericoloso».

Il sindacato contesta anche la decisione, presa due anni fa, di lasciare di notte un solo infermiere a badare le oltre 400 ospiti «con la possibile ipotesi – aggiunge Sannino – che se all’unico infermiere di notte succede un incidente o fosse colto da malore, gli ospiti verrebbero privati dall’unica figura professionale in grado di poterli assistere. Per fortuna di notte finora non è successo niente». Per la Confsalt questa decisione è arbitraria e fondata su basi inconsistenti. E lo dimostra con i numeri: «Le leggi regionali sui contributi economici che l’Ass1 triestina eroga all’Itis prevedono 50.544 ore annue da dedicare al servizio infermieristico. Considerato che il monte ore annue di lavoro globale concesse dall’Asp/Itis agli infermieri è di sole 44.968,50 ore, risulta un avanzo annuo di ben 5.575 ore. Sempre in base alle stesse leggi regionali, i contributi economici a favore dell’Asp/Itis per ogni infermiere e per ogni fisioterapista sono considerati per stipendi pari a 38.500 euro lordi annui a fronte dei meno 20 mila euro lordi percepiti da queste figure professionali che operano all’Itis».

Morale della favola? «In base a questi valori e cifre reali, è evidente che si sarebbe potuto lasciare in turno di notte il secondo infermiere e anche molto di più, come ad esempio il riconoscimento retributivo agli operatori assistenziali che con molti sforzi, anche economico, hanno conseguito il corso si operatore socio sanitario.

E per il futuro, secondo Sannino, c’è poco da stare allegri: «Sembra che nel bilancio preventivo per il 2014 dell’Asp/Itis sia previsto un ulteriore taglio per il personale addetto all’assistenza alle persone. Il bilancio del 2013 si è chiuso con 654mila euro di attivo, mentre gli stipendi sono congelati al 2003. È già stato effettuato un taglio delle risorse dedicate agli ospiti: non vengono più erogate le bottiglie d’acqua, elemento questo molto importante per l’idratazione delle persone anziane. Taglio inspiegabile considerato che le rette sono aumentate mentre il flusso degli ospiti e le retribuzioni dei lavoratori sono rimasti uguali».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: