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CGIL deluxe

EX DUKE: pratiche per recupero del TFR,  la CIGL  più oneroso, un avvocato il più economico

Lavorando come LSU ho avuto modo di condividere molte esperienze con colleghi che si trovano in situazioni analoghe alla mia.

Un collega che lavorava presso la Duke, mi ha riferito un episodio che per quanto sconcertante, ho trovato perfettamente rappresentativo  dei tempi che stiamo vivendo.

La Duke, per chi non la conoscesse, è stata una importante azienda alimentare triestina fallita 2 anni fa.
Recuperare il TFR da una azienda in fallimento, non è un azione nè immediata nè scontata e richiede un particolare iter burocratico.
Per espletare le pratiche necessarie la maggioranza dei lavoratori (se non tutti) è dovuta ricorrere all’ausilio di terzi, in genere un patronato o un avvocato.

Da testimonianza diretta è emerso che:

  • I lavoratori che si sono rivolti alla CGIL hanno dovuto versare una quota pari al 3% del totale ottenuto. In pratica per dei valori di TFR che oscillavano tra 14.000 e 29.000 euro, l’importo dovuto variava tra i 420 e 870 euro.
  • I lavoratori che si sono rivolti alla UIL hanno dovuto versare una quota fissa di 300 euro
  • I lavoratori che si sono rivolti ad un avvocato privato hanno dovuto pagare 200 euro

Concludendo, la CGIL che dovrebbe essere il sindacato più a sinistra è risultato il più esoso, mentre il più conveniente in assoluto è stato un privato.

Alla giuste lamentele degli ex-dipendenti, il rappresentante del patronato ha risposto “Ma noi vi abbiamo avvisati sin dall’inizio che applicavamo il 3%” (della serie “se non siete capaci di farvi i vostri conti..)

La replica dello stesso delegato CGIL in DUKE è stata ” A questo punto non lamentatevi se metà degli iscritti strapperà la tessera e l’altra metà passerà a UIL”

In questi ultimi anni ho sentito parlare spesso di ‘sindacato di servizi’, ma di ‘sindacato impresa’ mai. Chissà, forse in un prossimo futuro per far valere determinati diritti dovremo rivolgerci a Confindustria….

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